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Democrazia: cosa può fare uno scrittore?

10,00 8,50

di Antonio Pascale, Luca Rastello

  • Copertina flessibile: 66 pagine
  • Editore: Codice (7 aprile 2011)
  • Collana: I libri di Biennale Democrazia
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8875781699
  • ISBN-13: 978-8875781699
  • Peso di spedizione: 132 g

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COD: 14 Categoria:

Descrizione

Presentazione di Giulio Cavalli:

Eppure aveva un senso la parola. Era rotonda, pesata, indispensabile e arma potentissima contro la prepotenza del potere. Quando la parola riesce a spazzare via la retorica e la propaganda i tribuni rimangono smutandati e inermi. Una democrazia sana ha bisogno di curare anche lo stato di salute delle proprie parole. Per forza. E per questo il libro di Pascale e Rastello pur scritto cinque anni fa oggi è più attuale che mai. Ci vorrebbe l’impegno di ripulire le parole, attivare antiracket culturale, lanciare una nuova ecologia lessicale. Questo libro, per fortuna, pone il tema. E siccome me lo sono colpevolmente perso credo che proprio ora è il momento di riparare.

Ecco la presentazione dell’editore:

La parola, veicolo di conoscenza e informazione, sembra oggi aver perso il proprio potenziale critico e analitico, e la sua fondamentale funzione di sprone e stimolo. Negli ultimi vent’anni l’informazione giornalistica e la televisione l’hanno ridotta a puro strumento retorico, volto a creare consenso oppure a offrire slogan consolatori e di facile presa. Lo scrittore – sia egli letterato, giornalista o divulgatore – può ancora contribuire alla crescita di una coscienza democratica diffusa e matura? O siamo condannati a subire questo svuotamento di significato, e a rinunciare ad ogni desiderio di sapere? Antonio Pascale e Luca Rastello affrontano il difficile rapporto tra intellettuale e società, partendo da un assunto di base: l’impegno oggi più urgente è quello di allontanare la parola dalla retorica e dalla spettacolarizzazione, per fare in modo che si riappropri della propria natura di strumento descrittivo e conoscitivo.