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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Caporalato, bracciante indiano abbandonato con le gambe in cancrena: il sistema che produce invisibili

Le gambe annerite, la cancrena avanzata, un’infezione già al fegato. Così è arrivato al Ruggi d’Aragona di Salerno un bracciante indiano di trentasei anni: lasciato davanti al triage nella notte tra venerdì e sabato, portato via prima che qualcuno potesse fare domande.

I medici lo hanno trovato con le gambe completamente livide, quasi in cancrena; una setticemia agli arti inferiori così avanzata da richiedere camera iperbarica e antibiotici massicci. La cancrena che annerisce la carne è il risultato di settimane di esposizione a qualcosa che brucia lentamente: le gravissime infezioni sarebbero state provocate dall’esposizione prolungata a diserbanti o altri prodotti chimici utilizzati nell’agricoltura intensiva. L’uomo è ancora in pericolo di vita.

Satnam Singh è morto il 19 giugno 2024, due giorni dopo che un macchinario gli aveva tranciato il braccio nei campi di Latina. Il suo datore di lavoro, invece di chiamare i soccorsi, aveva caricato il bracciante ferito su un furgone con la compagna e lo aveva abbandonato agonizzante davanti alla loro abitazione. Il braccio amputato era finito in una cassetta della frutta vicino ai cassonetti. Secondo quanto emerso alla prima udienza, l’imputato avrebbe commentato: «è morto, dove lo butto?». Il furgone era stato ripulito. I cellulari di Satnam e Soni erano spariti.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 21 aprile 2026.

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