Il piano della vergogna di emigrazione volontaria
Mercoledì mattina, a Gaza City, i fedeli si sono radunati per la preghiera dell’Eid al-Adha tra le macerie di Rimal. La sera prima due attacchi aerei israeliani avevano colpito due edifici residenziali nella stessa zona, il distretto commerciale più affollato della città alla vigilia della festa. L’ospedale al-Shifa ha confermato tre morti, fra cui una donna, e dodici feriti.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha rivendicato l’operazione: l’obiettivo era Mohammed Odeh, nominato comandante militare di Hamas undici giorni prima, dopo l’uccisione di Izz al-Din al-Haddad il 15 maggio. Quarto comandante eliminato a Gaza dal 7 ottobre 2023. «Sono morti che camminano ovunque si trovino», scrive Katz. Hamas conferma che Odeh è morto con la moglie e i figli.
Nello stesso comunicato Katz aggiunge: «Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto al momento giusto e nel modo giusto». Il piano è del febbraio 2025, ordinato dallo stesso Katz dopo la proposta di Trump di trasferire fuori dalla Striscia i due milioni di abitanti. La Corte penale internazionale e l’Ohchr di Türk lo riconducono al trasferimento forzato vietato dalla IV Convenzione di Ginevra.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 28 maggio 2026.
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