A fine corsa, di fretta, una maggioranza che non è d’accordo su niente tranne che sull’amore per il potere sta cambiando la legge con cui voteremo. La Camera l’ha licenziata il 16 luglio a scrutinio segreto, due giorni dopo essere andata sotto per un voto, e oggi a mezzogiorno al Senato scade il termine per riscriverla: soglia del premio giù al 40 per cento e ballottaggio. Già questo basterebbe.
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