La nuova strategia di Bruxelles disarma il Pd
Il patto di non belligeranza siglato al Nazareno tra la segreteria di Elly Schlein e la minoranza interna non c’è più. Il Partito democratico esplode sotto il peso del piano “ReArm Europe”. Un detonatore da 800 miliardi di euro che Ursula von der Leyen ha posizionato nel cuore della politica europea e che ora deflagra nel corpo già stanco del centrosinistra italiano. I prodromi hanno la forma del caos imminente. L’opposizione interna rialza la testa. Gli equilibri si spezzano. Le crepe si allargano.
Elly Schlein prova a imporre una linea: “Questa non è la strada giusta per l’Europa”. Ma la segretaria cammina su un terreno friabile. Da una parte i riformisti, guidati da Lorenzo Guerini e Pina Picierno, che vedono nel piano una necessità storica, la conferma che senza una difesa comune l’Europa resterà un gigante economico con i piedi d’argilla. Dall’altra, l’ala più radicale, quella che si allinea a Giuseppe Conte e alla sua narrazione della “furia bellicista” di Bruxelles.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 6 marzo 2025.
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