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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Morti giusti e sbagliati: il doppio standard dell’Europa

A Bruxelles l’Europa si è rimessa l’elmetto buono. Consiglio europeo sull’Ucraina, ore di vertici, bozze riscritte, comunicati cesellati parola per parola. Putin come nemico sistemico, Zelensky come causa comune. Eppure, dentro quella stessa stanza, l’Europa ha confermato anche un’altra cosa: il suo doppio standard. Giorgia Meloni si presenta come alleata leale di Kiev. A parole. Nei fatti, l’Italia è stata decisiva per frenare l’uso degli asset russi congelati a favore dell’Ucraina. Prudenza giuridica, si dice. Stabilità finanziaria. Legalità. Tutto vero.

Ma allora la domanda diventa inevitabile: perché questa cautela selettiva vale solo quando conviene? Perché mentre l’Europa corre, si agita, discute, litiga per l’Ucraina, su Gaza regna il silenzio amministrato. Gaza è una nota a piè di pagina. Gaza si accontenta di una “tregua”. Una tregua di cosa, esattamente? Lì non ci sono due eserciti che si fronteggiano. Lì c’è una popolazione civile schiacciata da uno degli eserciti più potenti del mondo. E questa tregua, celebrata come successo diplomatico, ha prodotto centinaia di morti. Bombardamenti, raid, fame, ospedali senza elettricità, convogli umanitari bloccati. Tutto documentato.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 19 dicembre 2025.

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