Nuovo regolamento Ue sui rimpatri: a parole liberali e cristiani, ma poi Forza Italia ha votato a favore insieme a Vannacci
Il 17 giugno il Parlamento europeo ha licenziato il regolamento rimpatri: 418 voti a favore, 218 contrari, 30 astenuti. In quei 418 c’è Forza Italia, e accanto a Forza Italia c’è il gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane, la famiglia dell’AfD tedesca dove siede Roberto Vannacci. Stesso sì, stesso tabellone.
Per mesi gli azzurri hanno spiegato di essere un’altra cosa. Liberali, cristiani, europeisti, gente di Partito popolare. Antonio Tajani ha ripetuto che Forza Italia è «una grande forza liberale», ha spostato la barca verso il centro, ha corteggiato perfino Carlo Calenda per allargare il campo dei moderati. In casa il partito ha messo la faccia su qualche battaglia di marca liberale, dal fine vita alla riforma della prescrizione, e ha fatto del garantismo la propria cifra. Tutto legittimo, perfino sincero. Solo che la prova del nove non era un convegno tra moderati: era il tabellone di Strasburgo. E sul voto che contava davvero quei distinguo sono evaporati in un pomeriggio.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 18 giugno 2026.
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