Olimpiadi Milano-Cortina, la cabinovia “imprescindibile” che non c’è: 35 milioni spesi e mobilità nel caos
La vicenda è ormai certificata anche nei documenti interni. La cabinovia non entrerà in funzione in tempo utile per le gare, salvo ipotesi residuali e parziali legate a singoli eventi. Il responsabile operativo dei Giochi lo ha messo nero su bianco: il venir meno dell’impianto genera rilevantissime criticità organizzative, con effetti diretti sulla sicurezza, sulla gestione dei flussi e sulla tenuta complessiva del sistema. È la presa d’atto formale di un fallimento annunciato.
L’impianto avrebbe dovuto collegare il centro di Cortina alle aree di gara, funzionando come una metropolitana di montagna in una valle priva di ferrovia. Al suo posto arriva il “Piano B”: navette, mega-parcheggi, limitazioni alla circolazione privata e una richiesta che pesa come un atto d’accusa, la chiusura delle scuole secondarie nei giorni delle gare femminili di sci alpino. La soluzione tampone diventa così un costo sociale scaricato sulla comunità locale, chiamata a compensare un’infrastruttura che non c’è.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 4 febbraio 2026.
Continua a leggere su La Notizia