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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

La Notizia

Picierno se ne va, addio al Pd per il partito di Gozi nel gruppo Renew. E Schlein va all’incasso senza muovere un dito

«La casa dei riformisti non c’è più». Il 4 giugno 2026 Pina Picierno ha affidato a Il Foglio l’addio al Partito democratico, e la scelta del giornale dice già molto. È la stessa testata che, con la galassia riformista intorno a Il Riformista e Linkiesta, per un po’ l’aveva immaginata perfino segretaria del Pd: un sogno coltivato lontano dai voti reali. Ora la vicepresidente del Parlamento europeo, quarantacinque anni, un passato da leader dei giovani della Margherita, eletta alla Camera a ventisette e all’Eurocamera con un boom di preferenze nel 2014, vicepresidente dal gennaio 2022 e confermata nella legislatura in corso, promette «qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni». In Europa approda nel Partito democratico europeo di Sandro Gozi, gruppo Renew; in Italia resta accanto a Carlo Calenda senza entrare in Azione, con una fondazione tutta sua.

L’addio segue un copione rodato: sofferenza dichiarata a mezzo stampa, appello al pluralismo come categoria astratta. Su queste pagine lo avevamo scritto il 21 maggio, tra i primi: il vocabolario della vittima serviva a preparare l’uscita. Il calendario lo conferma. La verifica di metà mandato all’Eurocamera cade nel gennaio 2027, la rotazione interna al gruppo S&D rimette in gioco la vicepresidenza, e il capodelegazione Nicola Zingaretti, sponsorizzato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, è dato in pole per il posto.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 4 giugno 2026.

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