Salari privati fermi a 24 mila euro di media l’anno: cosa dicono davvero i dati Inps
Nel cuore della propaganda governativa c’è l’idea che le «buste paga più pesanti» stiano certificando una nuova stagione del lavoro italiano. I numeri dell’Inps analizzati da Lorenzo Ruffino mostrano un’altra scena: un Paese in cui l’occupazione cresce, mentre i salari continuano a muoversi dentro un recinto sempre più stretto, tra divari territoriali, part-time forzati e stipendi reali erosi dall’inflazione.
La retribuzione media dei dipendenti privati si ferma a 24.486 euro lordi annui. È una media che si regge su pochi territori e pochi settori, mentre alla base c’è una massa consistente di lavoratori che affronta la vita con molto meno. Un quarto dei dipendenti non supera i 10 mila euro lordi, un altro 23 per cento sta tra i 10 e i 20 mila. Tre quarti del mercato del lavoro privato rimane sotto i 30 mila euro.
Il divario di genere è netto: gli uomini superano in media i 27 mila euro, le donne restano sotto i 20 mila. La metà delle lavoratrici è impiegata in part-time involontario, un vincolo che riduce drasticamente il reddito disponibile. Nel turismo la retribuzione annua si ferma poco sopra gli 11 mila euro, cifra che descrive un intero pezzo dell’economia fondato su stagionalità e contratti brevi.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 25 novembre 2025.
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