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100 passi dal duomo

Islamofobi ma perché non mafiofobi o corruttofobi?

Pensa se si trovasse la molla, il dado e la chiave giusta per indirizzare gli istinti più bassi; se si riuscisse a sollevare con le mani le paure più ancestrali e mirarle come se fossero una fionda. Pensa se i soffiatori di paure scegliessero una settimana di servizio civile abbandonando la turpe propaganda per sconvolgere l’agenda delle fobie. Come se da stamattina in Italia fossimo tutti mafiofobi, una cosa così.

Immaginate una rassegna stampa mattutina in cui alla signora della strada si chiede con insistenza se non ha paura per i propri figli e i propri nipoti di una mafia che si infiltra dappertutto, travestita da brava persona, arrivando a danneggiare chiunque senza preavviso e portando violenza come da giuramento in nome di dio o qualche santo (San Michele Arcangelo, ad esempio, nel caso della ‘ndrangheta). Immaginate la signora che risponde ripresa al tg della sera e elenca tutte le proprie insicurezze dicendo che no, che non si può fare i buonisti con questa gente, con Cosa Nostra o ‘ndrangheta o camorra, che se li prendano in casa loro, i buonisti, che siano i buonisti ad ospitare i parenti di Riina, Provenzano, Dell’Utri o Cosentino.

Oppure figuratevi un Paese in cui tutti camminino torvi con il sospetto di avere un corrotto o un corruttore nella stessa carrozza dell’affollatissima metropolitana: gente che tende l’orecchio per carpire dal vicino qualche indicibile accordo che attenti alla sicurezza e all’economia nazionale. Un clima di sospetto per cui viene chiesto a chiunque sia classe dirigente di lavare i piedi ai cittadini sotto un’orda di flash per lanciare un segnale. Immaginate l’Europa che chieda alla Turchia di allestire campi profughi per mafiosi, truffatori e corruttori, con Salvini che prefigura la ruspa sull’archivio di Andreotti, sull’ufficio di Verdini, sulla cella di Riina, per le filiali di Banca Etruria, sugli accordi loschi di Finmeccanica; ruspe sui figli di Bossi, ronde per chiedere i conti di Expo o irruzioni durante riunioni di massoneria.

(il mio buongiorno per Left continua qui)

Belzebù, il Vaticano, Vatileaks

Il processo del secolo si è sgonfiato come una palloncino bucato e ora Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi (i giornalisti processati per avere scritto dei libri, giuro) sono stati assolti. Nel testo dell’assoluzione il tribunale rileva

«la sussistenza radicata e garantita dal Diritto divino della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell’Ordinamento giuridico vaticano».

Quindi la libertà di stampa è garantita dal Diritto divino.

E allora chi ha istruito un processo senza senso, Belzebù?

Operazione Aemilia: i nomi e i cognomi

I numeri saltano subito all’occhio: 160 arresti in tutta Italia e duecento indagati. 117 sono gli ordini d’arresto emessi della procura di Bologna, di cui sette al momento non sono stati eseguiti per l’irreperibilità di alcuni degli indagati. L’indagine è condotta dalla procura distrettuale antimafia di Bologna che ha ottenuto dal gip del Tribunale le 117 custodie cautelari in Emilia, ma anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Sicilia. Contestualmente si stanno muovendo le procure di Catanzaro e Brescia che hanno emesso 46 provvedimenti.

L’operazione “Aemilia” ha coinvolto sia gli affiliati alle cosche della ‘ndrangheta, in particolare al clan Grande Aracri di Cutro, presente da decenni in regione, politici locali, un tecnico del comune di Finale Emilia, imprenditori e un giornalista. Finiti nell’ordinanza anche Ernesto e Domenico Grande Aracri, i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, alias “Mano di gomma”. Domenico è un avvocato penalista, ed è stato arrestato su disposizione della direzione distrettuale antimafia di Bologna.

L’operazione si è concentrata soprattutto nelle province di Modena e Reggio Emilia. Tra gli arrestati l’imprenditore Augusto Bianchini, titolare dell’omonima Bianchini costruzioni oltre a un tecnico del Comune di Finale Emilia. Bianchini è uno degli imprenditori più impegnati nella ricostruzione nel cratere sismico a cavallo tra il 2012 e 2013. Proprio nel 2013 compare nelle cronache a causa di una interdicevi della Prefettura che escludeva la sua società dalle “White List”, le cosiddette liste pulite per gli appalti. Sotto la lente d’ingrandimento finirono i legami di alcuni dipendenti con figure malavitose riconducibili alla ‘ndrangheta, ma anche la gestione di alcuni appalti e lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto.

Tra gli imprenditori del settore edile coinvolti nell’indagine Aemilia anche Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo, arrestato nel reggiano.

Spicca tra i fermi il nome del consigliere comunale di Forza Italia Giuseppe Pagliani, consigliere comunale a Reggio Emilia, che, rivelano le indagini, con Nicolino Sarcone, «referente della cosca a Reggio Emilia e comuni limitrofi», si sedeva attorno a un tavolo proprio con alcuni esponenti dei Grande Aracri.

area 'ndrangheta emilia

Fonte: Direzione Nazionale Antimafia

Sulle elezioni, fanno sapere gli inquirenti, sono stati svolti accertamenti e si intersecano in qualche modo con le indagini le tornate elettorali di Parma (2012), Salsomaggiore (2006), Brescello e Bibbiano (2009), su cui sono ancora in corso le verifiche degli investigatori per alcune sospette condizionamenti dei clan. Tra gli indagati figura anche il sindaco di Mantova Nicola Sodano.

Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dallo stesso Procuratore Nazionale antimafia Franco Roberti, sono stati sequestrati beni per circa 100milioni di euro. Nel corso dell’inchiesta è stato sentito anche l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia dal 2004 al 2013, tra i protagonisti di un “pellegrinaggio” che ha fatto rizzare le antenne alla procura antimafia di Bologna. Riportava l’Espresso lo scorso 2 dicembre: una festa religiosa che gli sta creando più di un imbarazzo politico: la processione del Santissimo crocifisso a Cutro, provincia di Crotone. Un rito avvenuto nel pieno della campagna elettorale del 2009 quando l’allora sindaco di Reggio Emilia correva per un nuovo mandato. In città e in tutto il circondario la comunità d’origine cutrese è talmente numerosa da pesare anche alle urne e quella spedizione in Calabria poteva avere un impatto nel voto. Delrio, all’epoca numero due dell’Anci, non è stato il solo a impegnarsi in questa trasferta: tutti gli altri candidati della zona hanno deciso di presentarsi al cospetto del Santissimo.

Ma in certe terre i simboli contano più delle parole: la processione dei primi cittadini emiliani è stata interpretata come un segno tangibile di riconoscenza da tutta la comunità calabrese. Anche da quelle persone che in Emilia alimentano i peggiori traffici. La questione è finita all’attenzione della procura antimafia di Bologna, che ha convocato come testimoni gli illustri partecipanti. Anche Delrio è stato sentito come “persona informata dei fatti”.

Ma la holding del crimine che risponde al nome di ‘ndrangheta non è una novità in terra emiliana. Tutt’altro: basti pensare che le indagini odierne si basano storicamente su risultanze di operazioni avvenute a cavallo tra il 2002 e il 2007, e che l’affondamento delle radici del clan Grande Aracri avviene nei primi anni ’80, quando in soggiorno obbligato da Cutro arriva Francesco Grande Aracri dalla città di Dragone.

Negli anni le cosche, non solo calabresi, ma anche il clan dei casalesi, sono entrate nel tessuto economico, sociale e politico, avvalendosi anche della vicinanza con San Marino. Roberto Pennisi, consigliere della Direzione Nazionale Antimafia, e presente nella conferenza stampa di oggi (28 gennaio), ha scritto nella sua relazione alla Direzione «in particolare le Province di Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia si indicavano come contrassegnate dalla presenza di criminalità organizzata soprattutto di marca ‘ndranghetista, mentre la città di Bologna si definiva una terra di tutti e, pertanto, non catalogabile secondo nessun attributo criminale, non potendosene alcuna specifica organizzazione di tipo mafioso arrogare il dominio».

«Infiltrazione – spiegava Pennisi – che ha riguardato, più che il territorio in quanto tale con una occupazione “militare”, i cittadini e le loro menti;; con un condizionamento, quindi, ancor più grave. Sì che non inutile sarebbe una maggiore cautela nel disapprovare provvedimenti di organi amministrativi dello Stato, peraltro sottoposti ai controlli giurisdizionali previsti dalla legge, con censure che creano disorientamento nella collettività e che, certo, non concorrono alla formazione di un sentimento dei cittadini in termini di repulsione delle infiltrazioni mafiose anche quando queste appaiono dotate di appeal. In altre parole concorrendo a determinare la erosione della legalità a tutto favore della logica del profitto».

Senza dimenticare che tre anni fa il comune modenese di Serramazzoni, amministrato dal Pd, arrivò allo scioglimento con il provvedimento dell’allora ministro dell’Interno Cancellieri. Anche qui l’operazione “Parola d’Onore” portò a galla storie di appalti e contiguita con esponenti delle famiglie calabresi in particolare con Rocco Antonio Bagli, indicato nei rapporti dei carabinieri vicino alla ‘ndrina Longo Versace e referente delle cosche operanti nel modenese. Negli anni Novanta, Baglio fu arrestato per un arsenale sequestrato e poi ebbe guai per la bancarotta fraudolenta di una sua società, Mida’s. I finanzieri durante l’inchiesta ripresero alcuni incontri tra Baglio e l’ormai ex sindaco di Serramazzoni Luigi Ralenti, a giudizio per corruzione e turbativa d’asta.

i nomi degli indagati:

Giuseppe Aiello di Crotone
Lauro Alleluia di Afragola (Napoli)
Giuseppe Aloi di Schwerte (Germania)
Alfredo Amato di Palmi
Domenico Amato di Taurianova
Francesco Amato di Rosarno
Davide Arabia di Crotone
Rosario Arcuri di Cutro
Carmine Arena di Crotone
Karima Baachaoui nata in Tunisia
Moncef Baachaoui nato in Tunisia
Pasquale Battaglia di Crotone
Carmine Belfiore di Cutro
Francesco Belfiore di Cutro
Giuseppe Belfiore di Gioiosa Ionica
Giovanni Paolo Bernini di Parma
Erika Bertocco di Torino
Alessandro Bianchini di Mirandola
Augusto Biachini di San Felice Sul Panaro
Corrado Bidin di Latisana
Andrea Bighignoli di Negrar
Antonio Blasco nato in Germania
Gaetano Blaso di Crotone
Domenico Bolognino di Locri
Michele Bolognino di Locri
Sergio Bolognino di Locri
Andrea Bonazzi di Mantova
Maurizio Bosi di Livorno
Bruna Braga di Mirandola
Tiziano Braulli di Reggio Emilia
Pasquale Brescia di Crotone
Luigi Brugnano di Crotone
Marco Busia di Isola Capo Rizzuto
Salvatore Buttiglieri di Gioiosa Ionica
Salvatore Caccia di Cutro
Mario Calesse di Sant’Eufemia
Mario Cannizzo di Palagonia
Salvatore Cappa di Cutro
Gaetano Caputo di Melissa
Maurizio Cavedo di Cremona
Donato Agostino Clausi di Crotone
Michele Colacino di Crotone
Salvatore Colacino di Suzzara
Omar Costi di Reggio Emilia
Antonio Crivaro di Cutro
Deborah Croci di Castelnovo Nè Monti
Gianluca Grugliano di Varese
Domenico Curcio di Crotone
Giuseppe Curcio di Cutro
Maria Curcio di Crotone
Elvezio Dattoli di Rocca Di Neto
Giuliano Debbi di Sassuolo
Raffaele Della Bella di Afragola
Francesco Di Via di Trapani
Alfonso Diletto di Cutro
Billbill Elezaj di Kukes (Albania)
Francesco Falbo di Cutro
Rosario Falzetti di Cutro
Aldo Pietro Ferrari di Follo
Vincenzo Ferrari di Palmi
Gabriele Ferri Bernardini di Pietrasanta
Francesco Florio di Locri
Antonio Floro Vito di Crotone
Gianni Floro Vito di Crotone
Giuliano Floro Vito di Cutro
Giuseppina Floro Vito di Crotone
Selvino Floro Vito di Crotone
Francesco Formentini di Reggio Emilia
Antonio Frizzale di Manfredonia
Alfonso Frontera di Cutro
Francesco Frontera di Crotone
Giovanni Gangi di Crotone
Domenico Gentile di Milano
Gennaro Gerace di Dernbach (Germania)
Salvatore Gerace di Cutro
Gino Gibertini di Modena
Marco Gibertini di Modena
Antonio Giglio di Crotone
Giulio Giglio di Crotone
Giuseppe Giglio di Crotone
Nicolino Grande Aracri di Cutro
Domenico Grance Aracri di Cutro
Salvatore Grossetti di Cutro
Rita Gruzza di Vigatto
Antonio Gualtieri di Cutro
Francesco Gullà di Isola capo Rizzuto
Giuseppe Iaquinta di Cutro
Francesco Lamanna di Cutro
Francesco Lepera di Catanzaro
Franmcesco Lerose di Cremona
Salvatore Lerose di Cutro
Francesco Lomonaco di Crotone
Sergio Lonetti di Melissa
Giuseppe Loprete di Mesoraca
Francesco Macrì di Crotone
Giuseppe Macrì di Crotone
Vincenzo Mancuso di Cutro
Francesco Manfreda di Fuerth (Germania)
Giuseppe Manica di Crotone
Giuseppe Manzoni di Roccanova
Alfonso Martinmo di Crotone
Domenico Mattace di Cutro
Alfonso Mendicino di Crotone
Luigi Mercadante di Cutro
Domenico Mesiano di Catanzaro
Vincenzo Migale di Cutro
Antonio Molinari di Mesoraca
Vittorio Mormile di Sant’Arpino
Antonio Muto di Crotone cl. 71
Antonio Muto di Crotone cl. 78
Antonio Muto di Cutro cl. 55
Cesare Muto di Crotone
Giulio Muto di Crotone
Luigi Muto di Crotone
Salvatore MUto di Crotone
Barbara Nigro di Scandiano
Salvatore Olivo di Crotone
Giuseppe Domenico Oppedisano di Gioiosa Ionica
Gaetano Oppido di Crotone
Raffaele Oppido di Cutro
Giuseppe Pagniani di Reggio Emilia
Alessandro Palermo di Roma
Giuseppe Pallone di Cutro
Alfonso Paolini di Cutro
Francesco Pio Passiatore di Taranto
Francesco Pelaggi di Crotone
Paolo Pelaggi di Crotone
Francesco Pellegri di Tizzano Val Parma
Sergio Pezzati di Wetzikom (Svizzera)
Giuseppe Pichierri di Matera
Anna Pieron nata in Polonia
Giovanni Procopio di Crotone
Salvatore Procopio di Crotone
Iana Rezepova nata in Russia
Giuseppe Richichi di Crotone
Francesco Riillo di Isola Capo Rizzuto
Pasquale Riillo di Isola Capo Rizzuto
Antonio Rocca di Virgilio
Luca Rossi di Gazoldo degli Ippoliti
Giuseppe Ruggero di Cutro
Mirco Salsi di Reggio Emilia
Michael Stanley Salwach nato in Pennsylvania (Usa)
Gianluigi Sarcone di Cutro
Nicolino Sarcone di Cutro
Graziano Schirone di Manduria
Domenico Scida di Crotone
Francesco Scida di Crotone
Giuseppe Scordo di Catania
Antonio Scozzafava di Catanzaro
Eugenio Sergio di Cutro
Luigi Serio di Isola Capo Rizzuto
Salvatore Sestito di Crotone
Giovanni Sicilia di Crotone
Antonio Silipo di Cutro
Francesco Silipo di Reggio Emilia
Luigi Silipo di Cutro
Salvatore Silipo di Cutro
Fulvio Stefanelli di Bologna
Giovanni Summo di Ostuni
Jianyao Tang nato a Zhejiang (Cina)
Roberta Tattini di Bologna
Rocco Tedesco di Palmi
Giovanni Tirotta di Cutro
Michele Tostoni di San Giovanni Rotondo
Roberto Turrà di Cutro
Mario Ursini di Gioiosa Ionica
olmes vaccari di Nonantola
Antonio Valerio di Cutro
Gabriele Valerioti di Cinquefrondi
Daniela Vecchi di Poviglio
Giuseppe Vertinelli di Cutro
Palmo vertinelli di Cutro
Pasquale Vetere di Cutro
Pierino vetere di Cutro
Rosario Vetere di Cutro
Giuseppe Villirillo di Cutro
Romolo Villirillo di Crotone
Francesco Viti di Messina
Mario Vulcano di Rocca Di Neto
Valter Zangari di Crotone
Jianyong Zhang nato in Cina
Salvatore Brugnano di Crotone
Gaetano Cavallo di Crotone
Antonio Cianflone di catanzaro
Giuseppe Codamo di Crotone
Debora Costa di Reggio Emilia
Salvatore D’Angelo di Wipperfurth (Germania)
Luigi Esposito di Nola
Elia Gaglione di Torino
Giulio Gerrini di Bologna
Stefano Laera di Isola Capo Rizzuto
Gennaro Lonetti di Cariati
Alessandro Lupezza di Pavia
Francesco Matacera di Santa Caterina dello Ionio
kostantinos Minelli nato a Golos (Grecia)
Massimo Muratori di Modena
Antonio Nicastro di Crotone
Francesco Procopio di Cariati
Alberto Maria Ranieri di Crotone
Domenico Salpietro di Messina
Quintino Sanarica di Grottaglie
Filippo sirianni di Isola Capo Rizzuto
Tatjana Tihamirova nata in Lettonia

(fonte)

Doppio evento a Opera e Pieve Emanuele: spettacolo gratuito di Giulio Cavalli il 27/28

di Alessandro Diano

Un mese fa, nel consiglio comunale di Pieve Emanuele del 26 Gennaio scorso, è stata rifiutata la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e a Giulio Cavalli, con le opinabili motivazioni già riassunte qui nel blog urbano pievese.

Spiace come sia risultata fin troppo evidente la motivazione puramente ideologica del rifiuto: tra i vari pregiudizi, Saviano -che è dichiaratamente di destra– (qualsiasi cosa questa definizione significhi…) è stato impropriamente definito –di sinistra– (ibidem), come se poi c’entrasse qualcosa con la motivazione di una cittadinanza onoraria…!?!

Si è dunque pensato, pacatamente, serenamente (cit.), di fornire ai consiglieri che ancora non lo conoscono, qualche biglietto omaggio per il prossimo spettacolo dell’artista (e da poco ormai anche candidato) Giulio Cavalli, anche per rispolverare il sempre valido principio di Luigi Einaudi (”Conoscere per deliberare“), che nel consiglio comunale Pievese, purtroppo, non sempre si applica con successo.

Contattato nel merito, lo staff di Cavalli ha replicato di voler invece regalare lo spettacolo a tutta la città (”E perché solo ai consiglieri?!”), anche per far conoscere meglio il suo lavoro di artista che già coincide con il proprio manifesto elettorale (infatti è l’unico con questa caratteristica…).

E se non si può regalare una copia del libro “Gomorra” o “La bellezza e l’inferno” di Saviano a tutti quei consiglieri comunali che ne ignorano i contenuti e, men che meno, gli utilissimi significati socio-politico-economici, sarà però possibile regalare a tutti i cittadini interessati lo spettacolo “umoristico” (eufemismo…) di Giulio Cavalli, scritto in collaborazione con il giornalista Gianni Barbacetto, e intitolato (ironicamente, appunto) “A 100 passi dal Duomo“, parafrasando il celebre film dedicato a Peppino Impastato.

Poiché anche l’uso della sala consiliare (nella quale un mese prima gli era stata rifiutata la cittadinanza onoraria) è stato respinto dall’amministrazione Pievese (che ha negato pure il patrocinio all’iniziativa), segnalo dunque date e luoghi delle due rappresentazioni straordinarie che Giulio Cavalli terrà gratuitamente nel sud Milano, la prima in una struttura teatrale, mentre la seconda proprio a Pieve Emanuele:

=> Sabato pomeriggio 27 Febbraio h.15:30
Cinema-Teatro “Eduardo” – via Giovanni XXIII, 5 – Opera (MI)

=> Domenica sera 28 Febbraio h.21:00
Cooperativa “La Familiare” – via Roma, 14 – Pieve Emanuele (MI)

Diffondete pure liberamente, poiché unitamente alla stampa e alle associazioni, proprio i cittadini (e ovviamente anche i loro amministratori pubblici) sono tutti invitati.

E nell’attesa (solo per chi vorrebbe saperne di più) suggerisco qualche rapido trailer informativo su Giulio Cavalli:

Carlo Lucarelli (Blu Notte) su Cavalli e Saviano

Intervista Corriere.it dopo l’intimidazione a Cavalli con il ritrovamento di 23 proiettili

Serata speciale “Aperto per mafia” con Dario Fo, Eugenio Finardi, Paolo Rossi, Enzo Iannacci, Marco Balbi, Maddalena Crippa, Flavio Oreglio, Walter Leonardi, Renato Sarti, Gian Carlo Dettori, Massimo De Vita, Andrèe Ruth Shammah e altri esponenti dei teatri milanesi:

Giulio Cavalli ad Annozero parla dei contenuti dello spettacolo “A 100 passi dal Duomo

– I “vantaggi” del candidato regionale scortato

http://pieveemanuele.blogolandia.it/2010/02/22/doppio-evento-a-opera-e-pieve-emanuele-spettacolo-gratuito-di-giulio-cavalli-il-2728/

23/02: gli appuntamenti della settimana

  • Mercoledì 24 febbraio: h21:00 Giulio Cavalli partecipa al programma televisivo Tetris condotto da Luca Telese su La7
  • Giovedì 25 febbraio: h10.30 aula 302, Università Statale Milano- Via Festa del Perdono 7 Francesco Forgione presenta il suo nuovo libro “Mafia export”; partecipano Giulio Cavalli, Nando Dalla Chiesa e il magistrato Anna Canepa
  • Venerdì 26 febbraio: h21:00 incontro con Giulio Cavalli, On.Sonia Alfano e On. Giuliana Carlino presso l’Antica Focacceria di San Francesco, via San Paolo 15; prima dell’incontro verrà offerto un aperitivo ai partecipanti
  • Sabato 27 febbraio: alle h15:30 spettacolo teatrale di Giulio Cavalli “A cento passi dal Duomo” presso il Cinema Teatro Eduardo, Via Giovanni XXIII,5 Opera (Mi) ingresso gratuito. Alle h21:00 spettacolo teatrale di Giulio Cavalli “L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe” presso il Teatro Oscar, Via Lattanzio 58- Milano
  • Domenica 28 febbraio: dalle h10:00 alle h16:00 Giulio Cavalli sarà presente al banchetto allestito alla Fiera dell’antiquariato sui Navigli (Naviglio grande). h17:00 spettacolo teatrale di Giulio Cavalli “L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe” presso il Teatro Oscar, Via Lattanzio 58- Milano. h21:00 spettacolo teatrale di Giulio Cavalli “A cento passi dal Duomo” presso Cooperativa “La familiare”, via Roma 14- Pieve Emanuele (Mi)