bambini a dondolo

Non vedo guerra. Vedo diverse possibilità.

La mia intervista per narcissus.me:

Forse conoscete già Giulio Cavalli, nelle vesti di attore, scrittore, regista e politico italiano particolarmente impegnato nel sociale. Impegno il suo che emerge spesso anche nelle sue produzioni teatrali e letterarie, in cui tratta temi pesanti, come i soprusi e le ingiustizie legati al contatto con la malavita organizzata, i rapporti tra mafia e politica, il dramma del turismo sessuale infantile. (La biografia completa di Giulio Cavalli è consultabile sul suo sito ufficiale).

Oggi vi presentiamo Giulio Cavalli in una veste ulteriore, ossia quella di selfpublisher, lieti di aggiungere che la piattaforma che ha scelto per autopubblicare due delle sue opere è Narcissus.

I titoli degli ebook che Giulio Cavalli ha pubblicato tramite la nostra piattaforma sono Bambini a dondolo, dramma teatrale sul turismo sessuale infantile presentato nel settembre del 2007 al Teatro dell’Elfo di Milano e Corro perché scivolo, racconto su Dorando Pietri, celebre atleta italiano dei primi del ’900, passato alla storia per aver tagliato per primo il traguardo alla maratona delle Olimpiadi di Londra del 190, 8 sorretto dai giudici che l’avevano aiutato perché stremato dalla fatica e per questo squalificato.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso, Giulio Cavalli ci racconta qualcosa delle sue opere e ci spiega il perché della scelta di autopubblicarsi con Narcissus.

Grazie Giulio!

(NdR: nell’intervista si parla maggiormente di Bambini a dondolo, perché è stata redatta prima della pubblicazione dell’altro ebook, ossia Corro perché scivolo).

  • Il Giulio Cavalli attore, scrittore e politico impegnato, si racconta da sé: ci parli del Giulio selfpublisher, editore di se stesso. Perché il self publishing, perché il digitale?

Temo sempre coloro che temono le novità. È un’imposizione che mi sono dato, un comandamento: venendo da una piccola provincia ricordo bene quando venivo additato come visionario semplicemente per il cimentarsi nella scrittura e nel teatro. Il mondo della bellezza è fatto delle persone che osano nelle visioni (senza cadere nelle perversioni) sul futuro. Ho la fortuna di scrivere per l’editoria convenzionale e più prestigiosa (il mio romanzo uscirà a marzo per Rizzoli) ma nel cassetto ovviamente per il lavoro che faccio rimangono progetti, tracce, orme che rimarrebbero incompiute per secoli; con l’ebook si apre l’opportunità di avere un fine tangibile e trovare uno spazio pubblico anche per loro.
Devo ammettere anche di essere affascinato dalla “capienza” di un ebook reader che mi permette di spostarmi con la mia biblioteca e già solo il pensiero mi consola.

  • Nel suo Bambini a dondolo, un tema impegnato come la violenza sui bambini diventa una favola che, peraltro, nasce come opera teatrale. Da dove viene l’idea?

Il tema del turismo sessuale su minori è da sempre nascosto dalle grandi inchieste o dalla cronaca, perché poco leggibile. Mi spiego: la pedofilia all’interno degli asili, delle famiglie o della chiesa viene compiutamente seguita anche dall’opinione pubblica mentre i viaggiatori italiani che toccano gli angoli del mondo per regalarsi una prostituzione minorile a basso prezzo vengono vissuti come uno sfogo lontano, che non è cosa nostra, un safari con ragazzini al posto degli elefanti. In Bambini a dondolo ho voluto provare a dare voce a loro, i bambini e alla loro mostruosa capacità di vedere anche il peggio attraverso la lente del bene autentico.

  • Quali sono le difficoltà (se ce ne sono) nel passaggio dall’opera teatrale al format librario? Nello specifico del suo caso, ritiene che il formato digitale abbia agevolato in qualche misura il suo lavoro di traduzione da un media all’altro?

Ho una visione molto “libro” del digitale, credo cioè che per me e per il mio lavoro possa essere la soluzione più veloce ed economica per distribuire ad ampio raggio le storie portate in teatro. Bambini a dondolo è esattamente il testo teatrale anche perché il mio teatro è molto “scrittura”: nasce per rimanere attaccato alla parola con meno teatralità possibile. Nel caso invece di Corro perché scivolo il testo nasce per essere radiodramma (c’è anche la registrazione della puntata pilota) e ovviamente risulta molto più liscio nella lettura.

  • Sulla base della sua esperienza con Narcissus, il self publishing rimane una strada eventualmente da battere in futuro e per altre pubblicazioni, o prevede un ritorno all’editoria tradizionale?

Non vedo guerra. Vedo diverse possibilità.

Grazie nonostante il demodè

copertina libroIl mio libro Bambini a dondolo è partito molto bene e mi sembra giusto ringraziarvi. È il libro difficile nipote di uno spettacolo difficile e quindi sapevamo fin dall’inizio che saremmo andati a toccare corde che stanno tra il tentato oblio e il disgusto eppure quando mi è capitato il caso di leggere i numeri e le storie del turismo sessuale su minori ho pensato che non potevo rendermi complice di un silenzio diffuso che lascia il tema solo agli operatori e ai volontari.

Inoltre abbiamo deciso di pubblicarlo in ebook, consapevoli del fatto che le storie nascono per essere lette più che innamorarsi dei supporti. Devo anche ammettere di essere un accanito lettore Kindle in viaggio.

Ora, in attesa dell’uscita del mio romanzo con Rizzoli stiamo pensando ad un progetto che credo possa piacervi. Ne scrivo tra qualche giorno.

Le informazioni sul libro le trovate qui. E potete comprarlo più o meno in tutti i negozi online.

Può diventare una favola la violenza sui bambini?

copertina libroHo provato a rispondere alla domanda quando per lavoro ho studiato i numeri del turismo sessuale su minori, orrore internazionale in cui noi italiani purtroppo eccelliamo. Credo che la parola sia un balsamo, certo, e come i balsami spesso ha bisogno di bruciare forte sulla ferita prima della sua cicatrizzazione. Eppure non credo e non voglio limitarmi a pensare che le storie troppo nere possano al massimo bussare alle porte della cronaca senza provare a volare nei cieli della letteratura. Non che questo mio Bambini a dondolo sia letteratura, per carità, ma è un tentativo di raccontare il pelo utilizzando i petali e di osservare l’ingenuità dei bambini usata come arma per demolire i soprusi. Forse funziona e forse no. Sta a voi deciderlo. Però a questo librino tengo moltissimo. Per tutte le informazioni sul libro cliccate qui. Per i commenti, le domande basta commentare qui sotto.