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francesca fornario

Povera Rai

Francesca Fornario conduce un programma su Radio Due, oltre a tutto il resto. Ed è un’amica.

Scrive sul suo profilo fb:

“Ricapitolando: niente battute su Matteo Renzi, niente politica, niente satira, niente personaggi, niente imitazioni, niente copioni, niente “scenette” qualunque cosa siano, niente comicità e che altro… ah, niente battute sul fatto che non si può dire “comunista”. Quel che resta – il mio imbarazzo e bene che ci vogliamo io e Federica Cifola – va in onda ogni sabato e domenica in diretta su radio2, dalle 18 alle 19.30″.

Si apre un discussione in rete in cui in interviene anche un fido renziano come Tommaso Ederoclite che domanda:

Avevo già letto Pasquale, se fosse così è gravissimo, ma nello stesso tempo mi pongo una domanda, come mai Francesca nonostante certe “censure” ha continuato a lavorarci lo stesso?

E Francesca risponde:

Perché questo è il mio lavoro, vivo di questo facendolo con il massimo scrupolo, vivrò di questo fino a quando mi consentiranno di farlo dandogli comunque un senso di servizio – servizio pubblico! – e restando libera di spiegare perché prima il programma era fatto in un modo e ora in un altro. Quindi, cerco comunque di fare meglio che posso il programma – un nuovo programma, a questo punto, completamente diverso dalla prima stagione di due anni fa, che aveva avuto molto successo – seguendo le nuova linea editoriale, parlando agli ascoltatori di cose che penso possano sollevare la condizione di ciascuno tipo – come ho fatto ieri – raccomandando libri per bambini che cambiano di poco in meglio la vita. Ad esempio, “La guerra del burro”. Resto convinta che il servizio pubblico lo facessi meglio facendo quello che so fare meglio, e non serve, immagino – spero! – spiegare perché la satira SERVA, vero? Che preferisco farlo spiegare a Groucho Marx: Groucho Marx diceva che la prima cosa a sparire in un paese quando si trasforma in uno stato totalitario sono i comici e la commedia: «Poiché ridono di noi, non si accorgono di quanto siamo importanti davvero per la loro salute mentale». Ovvio che se invece di dirmi cosa non posso più fare mi dicessero anche cosa devo fare, e se fosse qualcosa inconciliabile con i miei principi tipo fare propaganda a favore del sì al referendum o peggio ancora elogiare i dischi di Nek, saluterei senza pensarci un secondo, essendo io una privilegiata che pensa di poter fare tanti altri lavori al posto di questo. Buona giornata!

Povera Rai. Poveri noi.

La notte bianca della libera informazione

Ci vediamo lì.

Riusciremo a far approvare nel prossimo Parlamento leggi che regolino e limitino lo strapotere dei partiti?

IN PIAZZA CI SARANNO: Libera di Don Ciotti, Articolo 21, Libertà e Giustizia, FNSI, Usigrai, Teatro Valle, Indignerai, Tavolo della Pace, Liberacittadinanza, TILT e tutte le associazioni e i movimenti che hanno aderito ai 5 punti de La Rai ai cittadini. 

ARTISTI – Per ora ci saranno: Rocco

 Papaleo, Chiara Civello, Francesco Baccini, Matteo Catalano, Leandro Piccioni, L’Orchestraccia, Andrea Rivera

INTERVERRANNO per ora: 
Tana De Zulueta, Giulio Cavalli, Oliviero Beha, Giovanni Valentini, Roberto Natale, Flavio Lotti, Udo Gumpel, Francesca Fornario, Giuseppe Giulietti, Gian Mario Gillio, Nicola D’Angelo, Luca Borgomeo, Giovanni Anversa, Antonio Turri, Carmine Fotia, Ernesto Ruffini, Gianfranco Mascia, Guido Scorza, Alessandro Gilioli, Gilberto Squizzato, Francesca Re David

POLITICI – per ora ci saranno: Vincenzo Vita, Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Dario Franceschini, Angelo Bonelli, Bengasi Battisti (Sindaco M5S di Corchiano), Fabio Granata, Carlo Rognoni (Bersani manderà un messaggio). 
Stiamo aspettando risposte da altre formazioni politiche. 
Stiamo cercando di coinvolgere anche i 5 Stelle su obiettivi comuni dei cittadini

Sarà presente una troupe di “Piazza Pulita” di Formigli.
Saviano dovrebbe fare un video appello 
Moni Ovadia farà un video appello
Anche Luigi De Magistris dovrebbe fare un video appello.

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono” 
Malcom X”

Parte ‘Pubblico’

Pubblico è nato.

Lo ha spiegato il direttore, Luca Telese: sarà il giornale dell’Italia del lavoro e della dignità, “degli ultimi e dei primi”, il quotidiano dei tanti eroi civili che popolano il nostro paese: i minatori del Sulcis e le maestre precarie di Torino; i ragazzi schiacciati dalla precarietà e le generazioni nate nel boom che lottano per difendere i propri diritti.

Non solo, naturalmente. Sarà anche il giornale del coraggio, “un’agenzia di rating per il talento”, uno spazio per “gli orfani” della sinistra che cercano una sua strada per affrontare il terzo millennio e, come ha spiegato anche Federico Mello, che si occuperà del sito, un contenitore del “fermento” e della passione che sulle gambe di tanti cittadini attraversa la penisola.

Buona strada.