Vai al contenuto

sparizioni

Lettera ai negazionisti: “Venite a Lodi a tenere i vostri comizi davanti a orfani del Covid”

Oggi è il giorno in cui anche l’Italia si accoda ai negazionisti in piazza, per non essere meno con la cretinità del mondo. Oggi è il giorno in cui alle 16 in piazza Bocca della Verità a Roma ci sarà l’annunciata manifestazione contro la “dittatura sanitaria” orchestrata, come accade in quasi tutto il mondo, dalla destra più destrorsa, quella del pregiudicato Giuliano Castellino e che raggruppa come sempre accade, tutti quelli che per mancanza di profondità delle proprie opinioni ha bisogno di negare, di aizzare i complotti, di disegnare un fantasioso mondo da combattere, tutti presenti con gli accoliti di Forza Nuova, i No Vax, i No Mask, l’arruffato provocatore Vittorio Sgarbi e perfino l’indimenticato ex M5S Davide Barillari.

E mi sarebbe tanto piaciuto andarci, essere invitato, avere avuto l’occasione di intervenire anch’io per raccontargli la storia di quelli che il Covid l’hanno vissuto. Gli avrei raccontato, ad esempio, di cosa abbia significato vivere a Lodi nel momento in cui Lodi era la ferita più sanguinante del Paese, quando l’unica colonna sonora di giornate schiacciate dalla paura erano le sirene delle ambulanze che incessantemente, come una goccia che ti fa impazzire il sonno, passavano sotto le mie finestre a qualsiasi ora del giorno, in una macabra e lenta processione che ancora adesso risuona e ci lascia storditi, che ci accomuna mentre camminiamo per strada.

Avrei voluto raccontargli che qui il Covid, dalle nostre parti, è stata una tagliola che ha cambiato la geografia della città, che ha disegnato assenze nei nostri luoghi abituali, che ha spazzato via le stesse persone con cui dividevamo gli aperitivi. Avrei voluto raccontargli di coetanei che hanno avuto nel giro di pochi giorni entrambi i genitori rinchiusi dentro i sacchi senza nemmeno il tempo di sentirsi arrivare addosso il lutto, con partenze che sono state sparizioni. Avrei potuto raccontargli la difficoltà di parlare ai nipoti, spiegargli che i nonni sono partiti e non tornano più perché la morte spazza via certe generazioni.

Avrei potuto raccontargli del lutto che ancora oggi si respira nella piazza e nel corso, come una nebbia ancora prima della stagione della nebbia. Gli avrei proposto di venire qui, da noi, a dire che è tutto finto, a parlare di un’invenzione dei poteri forti, di tenere i loro comizi guardando negli occhi gli orfani, senza abbassare lo sguardo, senza sentirsi gli usurpatori di carogne che sono. Vedere se davvero riuscirebbero a non vergognarsi.

Leggi anche: 1. Coronavirus, a Roma la manifestazione dei negazionisti No Mask / 2. Forza Nuova, Sgarbi, Povia: negazionisti Covid in piazza a Roma. “Contro la dittatura sanitaria”

3. Berlino, corteo negazionisti Covid sciolto dalla polizia: “Mancato rispetto norme anti-contagio” /4. Coviddi (non) ce n’è: la crociata negazionista degli anti-virus

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI

L’articolo proviene da TPI.it qui

Ci siamo persi 5000 bambini

Il controllo dei flussi, se non addirittura la chiusura delle frontiere, “controllare chi entra”, maggiori informazioni, “intelligence al lavoro”: giorni passati aggrappati alla sindrome del massimo controllo, convinti che la sicurezza passi attraverso l’identificazione a tutti i costi. Così l’Europa si gioca la carta dell’abito indagatore per vestirsi da guardiano credibile. Eppure, qualche giorno fa, nel silenzio che sta intorno alle notizie che non fomentano la propaganda è stato presentato il dossier della Caritas (avete letto bene, nessuna pericolosa associazione estremista o fomentatrice) che fornisce un dato spaventoso: dei più di 15 mila minori stranieri arrivati in Italia non accompagnati 5.588 sono spariti. Se ne sono perse le tracce, non ne hanno più notizie gli enti che li avevano in tutela.

5.588 tra bambini e ragazzini messi in fila sono la coda dell’incapacità di avere cura di quintali di carne che diventano buoni per il mercato della prostituzione minorile, del commercio di organi e di tutte le brutture che potrebbero venire in mente sul tema. Il dossier della Caritas (intitolato “Le difficili sfide dei minori stranieri non accompagnati nel percorso di crescita e di integrazione”) riporta anche i dati del Ministero dell’Interno che parlano anche di 3.700 minori persi già nell’anno scorso. E anche per coloro che risultano tutelati le condizioni fanno discutere: le strutture risultano assolutamente inadeguate rispetto agli standard stabiliti dalla Conferenza tra Stato e Regioni, oltre 3.000 sono in Sicilia e la distribuzione risulta concentrata in sole tre regioni (Sicilia, Calabri e Puglia) che ne gestiscono, da sole, più della metà.

(continua qui)