Trump riceve Zelensky e Netanyahu: l’ucraino e l’israeliano a Washington per chiedere il permesso di continuare a sparare
Sono entrati dalla stessa porta laterale, quella su West Executive Avenue che i fotografi vedono a metà. Prima Volodymyr Zelensky, poi Benjamin Netanyahu a pochi minuti di distanza, tutti e due a colloquio chiuso alla stampa. Per il premier israeliano era l’ottavo faccia a faccia del secondo mandato di Donald Trump, il primo da quando il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno aperto la guerra contro l’Iran. E il presidente che pretende il Nobel per la pace riceveva dall’ingresso di servizio due uomini venuti a chiedere il permesso di sparare.
Zelensky era lì per le licenze di produzione degli intercettori Patriot, promesse da Trump al vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. Sul suo profilo ha ringraziato per il “fermo sostegno” americano. La contabilità intanto racconta altro. Il 27 luglio si è saputo che l’amministrazione ha comunicato al Congresso una data: i 400 milioni di dollari già autorizzati per Kiev finiranno di essere spesi nell’anno fiscale 2029. Due mesi dopo la lettera del Pentagono quei soldi restano fuori da qualsiasi contratto.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 28 luglio 2026.
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