Vietati i castelli di sabbia
Accade a Cavallino-Treporti, un comune della città metropolitana di Venezia, dove la Capitaneria di porto si è prodigata a riprendere dei bambini “colpevoli” di giocare con palette e secchielli sulla sabbia. «Meglio cambiare località balneare se non posso lasciare i miei nipoti giocare a fare i castelli di sabbia sulla battigia» ha scritto Franco Beccari, un bagnante lì in vacanza con i nipotini con una lettera pubblicata dalla testata on line La Voce di Venezia. Racconta: «È intervenuta la Capitaneria per sottolineare con forza il rispetto dell’ordinanza comunale che vieta sulla spiaggia l’attività ludica, soprattutto dei bambini, di scavare buchette, costruire castelli di sabbia e giochi simili sul bagnasciuga».
E poi, giustamente scrive: «Siamo stati tutti bambini e il gioco che non vedevamo l’ora di fare era quello di costruire qualche cosa con la sabbia, canali, castelli tutto quello che ci divertiva e se non lo fai sul bagnasciuga dove lo puoi fare. Ho provato a spiegare ai miei nipoti che non possono praticare queste attività sapete la risposta: ma se non facciamo i castelli e le buchette cosa possiamo fare? Difficile rispondere quando non c’è una spiegazione logica, ma la risposta in testa io la avevo: andare da un’altra parte».
Questo articolo è uscito su Left il 30 agosto 2019.
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