Adil Belakhdim, la morte come routine

Innescare e disinnescare, amplificare e minimizzare, promettere ciò che è già previsto e negare quello che è successo. C’è un pezzo di classe dirigente di questo Paese che ha capito benissimo come il segreto del successo stia tutto nel rendere governabili gli altri, concentrandosi sulla qualità che conta di più: scegliere i cassetti. Ci sono eventi che vengono subito annacquati in incidenti. Incidenti incidentali che si devono leggere senza avere nemmeno la tentazione di costruire una chiave di lettura collettiva e così vedrete che la morte di Adil Belakhdim verrà messa nel cassetto degli infortunati che si sono impigliati in un camion.
Attutire, attutire, attutire, non subito però, perché sarebbe troppo compromettente, diluire nel tempo: che un sindacalista venga schiacciato da un crumiro mentre offre la sua copertura sindacale durante un picchetto è una notizia troppo lancinante. Di solito accade così: come prima reazione la si butta sul lutto: i figli che ha lasciato, era un bravo ragazzo, era uno che si impegnava. Già dai primi minuti qualche inquinatore ha buttato lì che avesse avuto un diverbio con il camionista. Capito la genialità? Un litigio finito male. Pensa. Il punto vero scompare, è solo per pochi addetti: che fuori dal centro logistico della Lidl di Biandrate stessero manifestando per l’uso sconsiderato di contratti da 800 euro al mese in cui solo gli straordinari permettono di raggiungere una cifra dignitosa e gli straordinari vengono elargiti come privilegio solo agli schiavi più mansueti nell’essere schiavi sembra non interessare quasi a nessuno. Che il mondo della logistica sia in agitazione ormai da anni (ancora più ora in questo di tempo di post pandemia) è un elemento che stona, meglio non dirlo. Se poi qualcuno dovesse metterci in fila anche gli scontri che sono avvenuti negli ultimi giorni tra Tavazzano, San Giuliano Milanese, Prato si rischierebbe addirittura di offrire il fianco alla possibile corruzione di una chiave di lettura collettiva. Non sia mai. Anzi, per fortuna quel sindacalista aveva pure il cognome straniero e questo rende tutto più facile, tutto più lontano, meno impattante.
Questo articolo è uscito su Tag43.it il 19 giugno 2021.
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