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Arte

ANSA Libri su Nuovissimo testamento

Di Paolo Petroni (fonte)

 GIULIO CAVALLI, ”NUOVISSIMO TESTAMENTO (FANDANGO LIBRI, PP. 288 – 19,00 EURO). 

Giulio Cavalli è scrittore che ama le metafore estreme e le trasforma in romanzi che nel loro realismo disturbante hanno la forza della denuncia, assoluta e che costringe a pensare se non si vuole voltare la testa da un’altra parte.

E’ stato così con ”Carnaio” (entrato nella cinquina del Campiello 2019) ed è lo stesso ora con questo nuovo romanzo che ne è praticamente il seguito, sessanta anni dopo (nel 2070 circa?) la conseguenza se vogliamo, di un corso delle cose che non si è voluto veramente fermare, cambiare. 
    Più che racconti pessimisti, direi che i suoi sono avvertimenti, tentativi con storie ben costruite e scritte di coinvolgere il lettore e fargli capire cosa potrebbe essere il suo, il nostro futuro, nel momento in cui l’empatia umana si azzera, l’altro non suscita più alcun sentimento, ma perché questo sentimento è morto innanzitutto dentro di noi. 
    Ricordiamo allora che nel paese di DF (citato così con solo iniziali misteriose. Destino Finale? ma che ci fa pensare alla situazione di Lampedusa), dopo che per mesi sono arrivate sulla spiaggia decine di migliaia di cadaveri che, alla fine, hanno perso il loro valore umano diventando cose di cui disfarsi o da usare per la propria sopravvivenza secondo regole rigide, risposte necessarie alle accuse che arrivano dai moralisti di ogni dove, in breve si è andato instaurando un regime spietato e dittatoriale che oggi, nel nuovo romanzo, scopriamo come abbia quale nemico principale l’empatia. 
    I suoi abitanti, vaccinati alla nascita con un siero che li rende indifferenti a tutto o quasi, aboliti lacrime e sorrisi, seguono senza porsi domande una vita che un presidente e ministri ereditari, gli unici che non hanno mai avuto il vaccino chiusi nella loro cittadella, hanno organizzato per loro, prevedendo tutto, quel che devono mangiare settimanalmente o come vestirsi, un lavoro e mogli nuove assegnate ogni 5 anni, con cui è obbligatorio far figli. Siamo in un mondo senza imprevisti, dove è proibito tutto ciò che possa suscitare moti dello spirito, musica, arte ecc, tanto che sono stati vietati anche gli aggettivi. C’è persino un ufficio cromatico governativo che crea ”i colori più insignificanti, alla ricerca della perfezione di quello che avrebbe potuto notarsi di meno nella vita dei cittadini”, con preferenza per le scale di grigi. Ognuno passa la sua vita cercando di ”essere rotondo”, ché se poi nascono ”problemi di rotondità sentimentale”, la denuncia di un vicino e l’intervento della polizia e l’internamento in apposito ospedale è immediato. 
    A Fausto Albini basta avere una forte reazione trovandosi a disegnare un cerchio con un bastone sulla sabbia (arte!); a Mario Cuzzocrea il ritrovarsi inspiegabilmente a piangere; a Andrea Razzone capita invece addirittura di ridere; Angelo Siani ha incubi notturni relativi alla ”donna che mi ha fatto” e che non ha mai conosciuto. Saranno questi quattro, contattati da un contrabbandiere di cibi proibiti e una donna che spaccia libri di narrativa, a costituire il primo nucleo di una ”Brigata sentimentale” dandosi alla macchia, subito chiamati ”terroristi che vogliono riattivare la bestia che è in ogni uomo”, riuscendo a disporre di un antidoto al vaccino che progettano di usare su vasta scala, sino a un finale a sorpresa. 
    Una lettura, come si sarà capito che nasce all’ombra dei libri distopici, come si dice oggi, di Orwell e Bradbury, ma con questo suo peculiare puntare sui sentimenti umani, sull’umanità come unico vero valore complessivo che stiamo pian piano perdendo, tra America First o la chiusura dei confini, solo per fare due esempi, ma anche lo svilimento del sapere, dalla scuola ai novax, sino al relegare l’arte all’ultimo posto dei bisogni e di un sostegno pubblico. Un Nuovissimo testamento, come dice ironicamente il titolo senza speranza. (ANSA).    

Erika Pucci su Nuovissimo testamento

(fonte)

Nuovissimo testamento (G. Cavalli, Fandango, 2021)

TRAMA

“Nuovissimo testamento” è il nuovo libro di Giulio Cavalli uscito per FandangoLibri.

Cavalli ci porta in un paese immaginario DF caratterizzato da un regime politico autoritario che ha affermato il proprio potere grazie all’eliminazione dei sentimenti, delle emozioni e dell’empatia. L’empatia, infatti, è ciò che manca ai cittadini di DF grazie a un vaccino iniettato da neonati e tenuta sotto controllo grazie a interventi mirati, quali monitoraggi, controllo minuzioso della vita delle persone dalle scelte relazionali ai regimi alimentari, tutti omologati e prestabiliti. Un apposito corpo militare, la Polizia Affettiva, vigila in accordo con le istituzioni politiche, giudiziari e sanitarie perché l’empatia non sia ristabilita. Non permettere relazioni autentiche fra i cittadini garantisce infatti una più agevole dittatura. Il punto di svolta nel romanzo è l’improvviso aumento di disturbi affettivi che affollano il pronto soccorso e l’entrata in scena di Bernardetta, una spacciatrice di libri, capace di coinvolgere un gruppo di persone come i degenti Manlio, Fausto, Andrea che stanno ritrovando percezioni, sentimenti, emozioni e la dottoressa Anna che ha pronto l’antidoto per il vaccino.  Sono proprio i libri e la musica il motore della moderna resistenza che si afferma a DF attraverso le Brigate Sentimentali la cui attività sovversiva sfocia in atti “terroristici” a base di cultura. La situazione arriva al collasso e porterà a un referendum aperto a tutti i cittadini per decidere tra democrazia e autoritarismo.

NOTE AL MARGINE

Il libro di Giulio Cavalli, fra i candidati al premio Strega 2021, cala in una prospettiva dispotica la già nota DF, località trovata nel suo romanzo “Carnaio”. Giulio porta in primo piano la problematica di come sia alienante vivere e sopravvivere in una società in cui le emozioni devono essere represse insieme alla curiosità, alla voglia di sognare e persino di amare. Ho apprezzato molto come l’autore abbia saputo costruire una realtà credibile in cui si ravvisano tanti aspetti e pericoli della nostra società contemporanea. Se da un lato per temi e approccio ci ricordiamo durante la lettura della lunga tradizione che va da “1984” a “I racconti dell’ancella”, dall’altra le forme di resistenza e le espressioni di voto ci riportano alla nostra storia recente ponendo l’interrogativo di come, in un contesto diverso, sarebbe il risultato di un referendum sulla democrazia.

La trama è indubbiamente scalpitante, i fatti hanno un ritmo deciso ma non mancano riflessioni e introspezioni molto interessanti soprattutto grazie ai personaggi ben delineati dal punto di vista comportamentale e psicologico le cui vicende si intrecciano e muovono gli eventi.

 Cavalli si mostra molto coraggioso dal punto di vista stilistico. Sa scegliere le parole esatte, evitando la prosopopea e al tempo stesso scegliendo una narrazione fluida, essenziale e coinvolgente. La narrazione è senza virgolette e interpunzioni proprio per far immergere il lettore nel flusso di pensieri e del contesto, mantenendo una grande scorrevolezza e capacità di coinvolgimento. Uno stile impresso di razionalità e poesia rende la lettura decisamente interessante e caratterizzata da cifre autoriali.

Al centro della storia il concetto di cultura come motore per sensibilizzare gli animi ma anche come strumento di esercizio alla democrazia, aspetti che rappresentano urgenze del nostro tempo.

IL LIBRO IN UNA CITAZIONE

“Non so della libertà, so che ci viene vietata la bellezza. Non proprio, viene vietata la vitalità in tutte le sue forme”

Erika Pucci

Leggere e rileggere su Nuovissimo testamento

(fonte)

Con “Nuovissimo testamento” edito da Fandango Libri Giulio Cavalli torna nella DF di “Carnaio” dove il Sistema ha deciso che per evitare problemi e mantenere un buon ordine sociale, i cittadini non possono sorridere, leggere, disegnare e provare sentimenti.

Per gli abitanti di questo luogo immaginario è normale vivere senza aspirazioni personali e libertà di scelta, avere mogli a rotazione e  bambini allontanati dalle famiglie fin dalla nascita.

Nel momento in cui cominciano a diffondersi focolai di empatia incontrollata, il governo e il suo presidente Bussoli si sentono minacciati perché è impossibile gestire un popolo che prova paura e desideri. 

Tutto ciò rappresenta un vero pericolo.

“Alla nascita, l’infante veniva prelevato immediatamente dalla sala parto e portato in sala vaccinazioni… Un vaccino generico per prevenire le malattie infettive, alcune anche mortali, che conteneva un particolare composto che negli anni era stato studiato per eliminare le emozioni.

I personaggi che portano lo scompiglio e mettono in discussione le regole sono descritti con ironia e una buona caratterizzazione e nel loro palesare dubbi e incertezze fanno tenerezza.

Rinchiusi nel reparto Disturbi affettivi per i loro problemi di “rotondità sentimentale” si confrontano e dai loro dialoghi emerge l’importanza dello scambio di opinioni per vedere con chiarezza la realtà dei fatti.

Fausto Albini viene ricoverato dopo essersi sentito male sulla spiaggia mentre con un bastone stava disegnando un cerchio, Manlio Cuzzocrea è in cura perché non smette di piangere. 

Andrea Razzone è considerato una minaccia perché è stato scoperto a leggere mentre Angelo Siani sogna tutte le notti la madre che non ha mai conosciuto.

Loro non sono matti, ma hanno solo avuto dei pensieri che non dovevano avere.

Nel momento in cui i presunti malati si rendono conto che dietro questo timore verso l’empatia da parte dei potenti potrebbe esserci un disegno politico decidono di creare un nucleo di resistenza chiamato “le brigate sentimentali” il cui scopo è dar voce a un “nuovissimo testamento” volto a dimostrare: 

“l’arroganza che spaccia la prigionia come libertà e che la bellezza ferisce un popolo che è stato allevato sdraiato”.

Giulio Cavalli con questo suo nuovo libro si sofferma sull’importanza di ribellarsi ad un mondo che vuole privare l’individuo della voglia di sognare, di amare e di provare emozioni. 

La sua analisi è acuta, brillante e molto contemporanea. Con una scrittura precisa, ricercata, ma mai stucchevole ci dice delle verità scomode che a volte preferiremo non sentire perché come gli abitanti di DF spesso è più facile non mettesi in discussione e uniformarsi alla massa.

Un libro adatto a chi crede che “non c’è bellezza senza corrispondenza, non c’è empatia senza ritorno”.

FRAMMENTIRIVISTA su Nuovissimo testamento

In un momento di stasi, di sentimenti comunicati per mezzo di uno smartphone, leggere la novità editoriale Nuovissimo Testamento (acquista) di Giulio Cavalli è un buon modo per riflettere su quelle emozioni che a volte non vorremmo avere perché impicciano, rendendoci fragili e vulnerabili. E questo è il motivo perché lo segnaliamo tra i libri da leggere assolutamente in occasione del nuovo lockdown. Nuovissimo testamento è un romanzo distopico che mescola il novecentesco 1984 di George Orwell alla recentissima serie Netflix Il racconto dell’ancella, tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood.

Nella cittadina di DF non c’è niente che non sia prestabilito da rigide regole del Governo, dai colori delle case alla dieta. Sono severamente vietate le emozioni, i legami e i desideri. Anzi, sono messi al bando da un vaccino somministrato dalla più tenera età. Ad un certo punto a DF succede qualcosa: nascono dei piccoli focolai di empatia, partendo dal reparto di Disturbi affettivi dell’ospedale. Se Fausto, Andrea e Angelo si trovano per caso a condividere la stessa camera, la rivoluzione è una scelta. Non appena capiscono che dietro a quel modo di vivere ci sta un disegno politico, decidono di rischiare la loro stessa vita per liberare le emozioni. Uno scroscio di empatia e sentimenti vengono riversati a cascata nelle case degli abitanti di DF dalle brigate sentimentali, con l’aiuto della dottoressa Anna Cordio, ideatrice dell’antidoto contro il vaccino. Tra le pagine troviamo il tormento, le emozioni represse, l’anima soffocata dei cittadini di DF. E al lettore viene voglia di vivere, amare e sentire tutto in maniera amplificata.

Consigliato da Maria Ducoli

(fonte)

Rivista Blam! recensisce Nuovissimo testamento

(fonte)

Non so della libertà, so che ci viene vietata la bellezza. Non proprio, viene vietata la vitalità in tutte le sue forme”

Nella cittadina di DF colori, emozioni, legami o desideri sono vietati: tutto è rigorosamente catalogato e controllato dal potere centrale. Anche pensare non va bene, perché come sarebbe un mondo governato dalle opinioni personali? Giulio Cavalli, dopo aver vinto il Premio Selezione Campiello, è tornato in libreria con Nuovissimo Testamento pubblicato da Fandango Libri. A meno di un mese dall’uscita, è stato proposto tra i titoli candidati al 

C’è un gran viavai al pronto soccorso di DF e il reparto di Disturbi affettivi, dove vengono ricoverati i cittadini con problemi di rotondità sentimentale, risulta essere particolarmente affollato. Fausto Albini si sente male sulla spiaggia, probabilmente in seguito a un ricordo riaffiorato mentre disegna un cerchio sulla sabbia.  In stanza con lui ci sono anche Andrea Razzone, colto in flagrante mentre leggeva, e Angelo Siani che sogna ossessivamente la madre che non ha potuto conoscere. A DF il tempo non passa: scorre sempre allo stesso modo, i minuti sono scanditi da rigide tabelle prestabilite dal Governo. Qualcosa, però, si inceppa. I casi di disturbi affettivi aumentano in modo esponenziale, l’esecutivo del presidente Bussoli è preoccupato: come si può governare un popolo che prova desideri ed emozioni? La preoccupazione è lecita: di lì a poco avrà luogo una rivoluzione, non appena Fausto e i suoi compagni capiranno che la mancanza di empatia è frutto di un disegno politico.

Innamorarsi in un mondo senza amore: Anna e Fausto

Fausto scopre l’amore – un sentimento indicibile e proibito – in seguito all’incontro con la dottoressa Anna Cordio, che ha in carico il suo caso. Anna fin da bambina è  stata stimata per il proprio equilibrio che l’ha sempre portata ad avere l’atteggiamento giusto, ad evitare le parole e le espressioni di troppo. Mentre la sua freddezza la porta a distinguersi come una delle cittadine modello di DF, Anna crea un antidoto al vaccino che debella sentimenti ed empatia dalla popolazione. Anche lei si innamora di Fausto, ma come potrebbero amarsi in un mondo che vaccina le persone contro l’amore? Per farlo, infatti, avrebbero bisogno di un contesto che permetta al sentimento di fluire, di una situazione che permetta di consumare l’amore senza farsi consumare. Ma non hanno niente del genere.

DF: vita e rivoluzione 

A DF non ci sono aspirazioni o libertà. A DF i bambini vengono tolti ai propri genitori e le mogli vengono assegnate a rotazione. A DF tutti hanno lo stesso numero di vestiti e le stesse identiche cose nelle case. A DF la dieta settimanale è prestabilita dal governo e i libri non esistono. “A DF  è giusto tutto ciò che accade ed è sbagliato tutto ciò che intralcia il corso prestabilito  delle cose.”

A DF una mattina avviene una  rivoluzione. Fausto e i suoi compagni, dopo essersi impegnati a lungo a somministrare l’antidoto studiato da Anna, sferzano il colpo finale: lo riversano negli acquedotti di tutta la città. Un risveglio particolare, per gli abitanti. Al solo contatto dell’acqua, infatti, l’effetto del vaccino svanisce. La rivoluzione non ha lo scopo di prendere il potere o il controllo del paese, bensì di riprendere il controllo di se stessi. Fausto, Anna e gli altri vogliono liberare le emozioni, riportare l’empatia tra le strade della città e dare voce ad un nuovissimo testamento. Anche a costo di rimetterci la vita.

Il genere: la distopia tra Orwell e le serie tv targate Netflix

Nell’anno in cui si perde il copyright sulle opere di Orwell, ne troviamo alcuni rimandi nel libro di Cavalli. Come una madeleine proustiana, ci ricorda scorci di vita – pagine di libri – che abbiamo già vissuto. E lo amiamo proprio per questo.

Nuovissimo testamento è un romanzo distopico che mescola il novecentesco  1984 alla recentissima serie Netflix Il racconto dell’ancella, tratto dall’omonimo romanzo della Atwood. DF E Gilead sono abitate dalle stesse donne, con il solo scopo di mettere al mondo bambini  che poi non potranno crescere. Donne che non possono innamorarsi, scegliere, vivere, ma che vengono assegnate ad un uomo per poi passare a quello successivo. Leggendo Cavalli, viene spontaneo pensare ai vestiti lunghi e rossi delle ancelle, semplici fiori che aspettano di essere fecondati.

In Nuovissimo testamento la punteggiatura è scarsa, non ci sono virgolette che contrassegnano i dialoghi: la sintassi assume i connotati di un flusso di emozioni represse. La carta assorbe il tormento, i sentimenti, l’anima soffocata delle brigate sentimentali. E al lettore viene voglia di vivere, amare e sentire tutto in maniera amplificata.

a cura di Maria Ducoli

Elide Apice recensisce Nuovissimo testamento

(fonte)

Il libro è stato proposto al Premio Strega 2021 da Filippo La Porta

Un romanzo distopico di grande attualità, è questa la prima idea nel leggere “Nuovissimo testamento” (Fandango) di Giulio Cavalli, proposto al premio Strega 2021 da Filippo La Porta. Nella città di DF vige un sistema di vita/non vita in cui tutti i cittadini sono stati privati di emozioni. 
Non hanno alcuna empatia e vivono nelle strette maglie di un regime che si dice democratico sopravvivendo a se stessi. 
Un mondo in cui tutto è stabilito per legge, i colori delle case e degli arredi, gli abiti, i lavori, gli alimenti. 
Famiglie composte dall’alto creando coppie atte a procreare che non potranno accudire i loro figli. 
Un mondo senza emozioni è un mondo in cui non esistono problemi e la vita procede senza scossoni fin quando uno dei protagonisti si sente male, viene portato al pronto soccorso e da qui al reparto dei disturbi affettivi dove si curano gli ammalati di rotondità mentale.
E’ l’inizio del cambiamento, Fausto Albini incontrerà la dottoressa Cordio e inizierà a provare sentimenti sconosciuti, Intanto qui e lì nello stato si organizza una resistenza culturale basata sulla ricerca del bello e le forze dell’ordine vanno alla ricerca di “focolai di bellezza”. 
La musica, i libri, la conoscenza porteranno la rivoluzione, ma le Brigate dell’amore saranno considerate organizzazioni terroristiche.
In tanti hanno seguito le nuove istanze, in tanti hanno appoggiato le Brigate dell’amore, ma sapranno scegliere tra la voglia di libertà e la paura che la stessa incute? L’epilogo non sarà come il lettore potrebbe aver immaginato e lascerà l’amaro in bocca. 
Una narrazione che non fa sconti a nessuno, nella quale si riconosco facilmente tanti correnti pensieri che attualizzano in maniera incredibile un romanzo distopico. 
E’ facile immaginare somiglianze con i politici, con istanze sociali disattese, con le varie forme di razzismo esistenti, con l’appiattimento delle emozioni causticate da un certo tipo di proposte pseudo culturali dei media. 
Eccellente la penna di Cavalli pur nell’uso trasgressivo della punteggiatura che induce chi legge a perdersi nel vortice delle parole e delle emozioni.
Emozioni, appunto, la parola chiave della narrazione, quelle che vengono abrogate per legge, quelle che in qualche maniera riescono a serpeggiare in anime corrotte da vaccini che inibiscono l’empatia, quelle che sono la vera essenza della vita. 
Bello, intenso, coinvolgente, crudo, amaro, necessario da leggere per entrare in dinamiche contemporanee che purtroppo ancora sfuggono a tanti

Giulia Alberico (L’Osservatore Romano) su Nuovissimo testamento

Nella città di DF un giovane uomo, Fausto Albini, mentre passeggia sulla spiaggia, senza una apparente ragione, è colto da un turbamento violento e sviene. Immediatamente soccorso viene ricoverato in ospedale nel reparto Disturbi affettivi dove medici solleciti vogliono indagare quel che gli è successo. È una reazione, infatti, incomprensibile perché a DF, come nel resto dello Stato, vige da decenni un governo che attua un programma rigido e severo: quello della Rotondità sentimentale ossia l’assenza totale di emozioni.

Sono banditi sensazioni, sentimenti, desideri. Tutto è pianificato perché né risa né pianto, né moti del cuore né affetti possano turbare lo scorrere di una vita che è pianificata secondo rigide regole: da quelle alimentari a quelle coniugali. C’è una rotazione settimanale per i cibi, pluriennale per le coppie che generano figli, poi vengono separatamente riassegnati ad altri partner così come i bambini, a rotazione, presso coppie di genitori temporanei.

A DF le case sono tutte uguali, arredate allo stesso modo, ogni libro è bandito, come pure i colori. È permesso solo il grigio. Per attuare il fine ultimo della Rotondità sentimentale ai neonati subito dopo la nascita viene somministrato un mix di vaccini che permette di crescere per il resto della vita in assenza totale di emozioni: né dolore, né gioia, né odio, né amore. Se ogni empatia sarà impedita i cittadini saranno tutti «docili alle imposizioni e facili da regolamentare come un gregge mansueto». In questo mondo impenetrabile ad ogni forma di reazione emotiva tuttavia qualcosa non va secondo il verso giusto. Qualcuno non regge, prova sofferenza perché percepisce la condizione in cui si trova. E si suicida. Qualcuno prova a reagire, a godere del colore rosso, a gustare il sapore del vino e del cioccolato, a leggere un libro. Naturalmente tutto questo alimenta un piccolo e fiorente mercato nero. E clandestinamente alcuni si organizzano in una resistenza e vanno a formare le Brigate sentimentali. Anche Albini sottoposto alle cure in ospedale, non reagisce ai tentativi di riallinearlo all’ottundimento emotivo, anzi si innamora della dottoressa che dovrebbe curarlo, Anna Cordio. Sarà proprio lei a recitargli la massima del Vangelo apocrifo di Tommaso: «Se fai accadere ciò che è dentro di te, questo ti salverà. Non fai accadere ciò che è in te, questo ti ucciderà». È un romanzo distopico Nuovissimo testamento (Roma, Fandango 2021, pagine 290, euro 19) di Giulio Cavalli, per molti versi ansiogeno proprio perché, nel potere che governa DF intravvediamo, sia pure deformati e paradossali, alcuni aspetti, striscianti che appaiono nel mondo presente, quello che abitiamo tutti.

Quanto siamo empaticamente vicini al prossimo? Quanto emotivamente partecipi della vita della famiglia, della comunità? L’abbondanza di informazioni da ogni angolo del mondo non rischia di generare indifferenza? Quante volte capita di non voler più sapere, vedere l’inferno di dolore e violenza che c’è nel mondo. Per eccesso o assenza di empatia. Se in parte è così allora, ci dice Nuovissimo Testamento, si possono trovare degli antidoti, così come faranno alcuni temerari in DF. L’antidoto però non garantisce la bontà delle emozioni. Queste possono essere anche di odio, di violenza, di rabbia. Sta al singolo viverle in direzione positiva, generosa, vitale.

In un bellissimo dialogo tra Marco Polo e Kublai Kan ne Le città invisibili di Calvino, stanco e rassegnato Kublai dice: «Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale». E Marco: «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, quello è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

di Giulia Alberico