“Io al Cefalù? Certo, per quelle vongole già sgusciate”. Paolo Mieli ha spiegato così al Corriere, sabato, le sue cene nel ristorante di Valter Lavitola, reo confesso da mercoledì, dopo oltre cinque ore davanti al gip, come mandante della bomba esplosa il 16 ottobre 2025 sotto casa di Sigfrido Ranucci. Ha ragione chi ricorda che un cane da guardia del potere dovrebbe misurare le distanze…
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