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TikTok diventa americana, la censura cambia bandiera e supera quella cinese

Eccoci qui, TikTok è “americana”. Dal 22 gennaio 2026 le operazioni statunitensi della piattaforma sono confluite in TikTok USDS, una joint venture a maggioranza Usa costruita sotto minaccia di bando e blindata da Donald Trump con la solita retorica della sicurezza nazionale. La promessa era semplice: sottrarre l’algoritmo all’influenza di Pechino. Il risultato, segnalano creator, giuristi e osservatori, è un sistema di controllo del discorso pubblico più opaco e selettivo di quello imputato alla Cina. La censura cambia bandiera e diventa infrastruttura. Insomma, gli Usa di Trump sono più cinesi dei cinesi. 

L’operazione nasce dalla pressione legislativa americana che imponeva il disinvestimento o l’espulsione dal mercato. TikTok USDS è controllata da investitori statunitensi, con Oracle nel ruolo di “custode tecnologico”: dati localizzati su server Usa, revisione del codice, supervisione algoritmica. ByteDance resta con una quota minoritaria. La governance è affidata a un board allineato alle priorità di sicurezza nazionale. Non si tratta di una nazionalizzazione formale, ma una assimilazione di fatto: proprietà privata, regole pubbliche, obiettivi politici. Il modello ricorda ciò che Washington ha sempre criticato altrove.  

Questo articolo è uscito su La Notizia il 29 gennaio 2026.

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