Frontex agenzia dei rimpatri, il Pd vota contro le deportazioni ma intanto tiene in piedi la Commissione Ue che le teorizza
Il Partito democratico vota contro le deportazioni e poi tiene in piedi, con i suoi voti, la Commissione che le organizza. Per l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Frontex, il collegio di Ursula von der Leyen ha messo in calendario il 27 ottobre una riforma che, secondo le ricostruzioni parallele di Politico ed Euronews, la trasforma in un’agenzia per i rimpatri con il potere di espellere persone anche fuori dal territorio dell’Unione. Euronews aggiunge il dettaglio che racconta il progetto meglio di qualsiasi comunicato: Frontex potrà aiutare i governi del Nordafrica a rimandare indietro i cittadini dell’Africa centrale prima ancora che tocchino le coste europee.
Il commissario agli Affari interni Magnus Brunner lo ha rivendicato domenica sul quotidiano tedesco Welt: Frontex deve diventare l’agenzia centrale dei rimpatri. Il resto del pacchetto prevede una forza capace di intervenire nelle crisi di frontiera entro 24 ore, pensata dopo l’ingresso di massa a Ceuta di fine luglio, e un’unità che sorveglia i social network per anticipare le partenze. Poi ci sono i soldi, 12 miliardi nel prossimo bilancio settennale secondo Euronews, il doppio di oggi. E il corpo permanente, che porta le armi dal 2019, contava secondo Politico circa 7.800 effettivi a inizio anno, con l’obiettivo di 10.000 nel 2027 e una presidente che ne ha già evocati 30.000.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 27 ottobre 2026.
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