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Pfizergate, la Procura europea aspetta ancora di sentire von der Leyen: il silenzio degli europeisti è il miglior regalo ai nemici dell’Ue

Tre giorni prima di lasciare l’ufficio, la procuratrice capo europea Laura Codruța Kövesi ha messo da parte il linguaggio felpato delle istituzioni: «Alcuni politici pensano di essere al di sopra della legge. Se ti convocano per una dichiarazione, devi venire». L’intervista l’ha data a Politico e nella stessa pagina Politico scrive, citando una fonte anonima interna all’indagine, che Ursula von der Leyen non ha ancora reso una dichiarazione di persona alla Procura europea (EPPO) che indaga sull’acquisto dei vaccini anti Covid.

Il fascicolo è quello del Pfizergate, nato dalla denuncia presentata a Liegi nell’aprile 2023 e avocato dai procuratori europei nel 2024, e le ipotesi su cui si lavora sono ingerenza in funzioni pubbliche, distruzione di sms, corruzione e conflitto di interessi. La Commissione, per bocca del portavoce Thomas Regnier, giura di aver collaborato “in modo dimostrabile ed esteso”. Kövesi, quando le chiedono se fra i convocati renitenti ci sia proprio von der Leyen, si ferma: nessun commento sulle singole indagini. Lo spazio fra le due versioni lo riempie da cinque anni la stessa assenza.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 29 ottobre 2026.

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