“Respingiamoli”: LEFT, cosa ci abbiamo messo dentro

Il fronte neoliberista e anti migranti non è mai stato così unito. La destra minaccia espulsioni di massa. Il centrosinistra “celebra” un anno dal decreto Minniti. Ecco gli effetti di una partita elettorale giocata sulla negazione dei diritti umani COPERTINA Fuggi dalla guerra? Peggio per te di Leonardo Filippi Il …

Abbiamo un piano contro la violenza sulle donne

ActionAid ha predisposto un piano contro la violenza sulle donne che è un punto programmatico già pronto per la politica chiaro, semplice. Un gioiello. UN MINISTERO DELLE PARI OPPORTUNITÀ Azzerare la violenza sulle donne è prima di tutto una battaglia culturale: probabilmente la più importante, capace di trasformare l’intera società. …

Se al futuro non ci crede nessuno

Da leggere e ritagliare il pezzo di Riccardo Manzotti per Doppiozero: L’immaginazione nazional-popolare del bel paese è malata di passato e carente di futuro. Ladri di futuro lo hanno sottratto. Volete un esempio? Nella tarda primavera, al salone del libro di Torino, – e già mi sembra di andare troppo …

Diario di campagna (elettorale, anzi meglio: culturale) /2

Una soddisfazione che mi tengo stretta di questa campagna culturale (prima che elettorale) è la gente. Mica solo quelli che ci voteranno (niente classismi, da queste parti) ma le persone che in questo Paese hanno ancora voglia di parlare di politica, piuttosto che di politici: quelli che alle proposte non chiedono “di chi sei?”, “chi ti manda?” o “di chi sei amico” ma le valutano per quello che sono. I migliori editorialisti politici li ho incontrati nelle sale consiliari di Monza e della provincia, in questo pezzo d’Italia che nonostante le paure prova ancora a non perdere il senno, qui dove i piccoli e medi imprenditori non credono alla farsa della demolizione dei diritti dei lavoratori come unica strada verso la produttività per il semplice fatto che sono anche loro lavoratori. Qui, dove volantinando al mercato può succedere che un elettore di Liberi e Uguali, uno del Movimento 5 Stelle e un convinto elettore del PD si fermino a confrontarsi per capire cosa servirebbe a Paese e non “chi” servirebbe al Paese. Alla fine della discussione uno di loro, andandosene, mi ha detto: “Giulio, proviamo comunque a fare bene, tutti” e a me è sembrato un impegno bellissimo, sentendolo così.

Poi c’è il dibattito nazionale, quello tossico, di cui alla fine bisogna occuparsi e questi giorni per me sono i giorni in cui i miei colleghi di Fanpage si ritrovano sommersi dagli insulti. Io conosco Sacha Biazzo, che sta dietro al servizio di cui tutti parlano: conosco la sua sete di storie e la cura che mette nel suo lavoro. Conosco Gaia Bozza che in tutto questo si è meritata spintoni e sberle alla convention di De Luca. Conosco l’impegno civile di Antonio Musella che si è sentito dare del camorrista dal presidente della Regione Campania. Conosco il direttore Francesco Piccinini dagli anni in cui tutti e due giovanissimi sognavamo di diventare giornalisti giornalisti, come avrebbe detto Siani, in mezzo ai troppi timidi. Vederli coinvolti nel solito becero giochetto di giudicare chi dà le notizie piuttosto che i fatti che stanno dentro quelle notizie per me è un dolore anche personale. Questa davvero è la fotografia di un “potere sfacciato” come dice Marco Demarco in un’intervista che vi consiglio di leggere.

Poi c’è la questione dell’antifascismo e, permettetemi, parlarne oggi significa decidere di avere il coraggio una volta per tutte di ripristinare i valori della sinistra. Ne ho parlato insieme a Laura Boldrini e Onorio Rosati due giorni fa a Cinisello Balsamo, se avete voglia di spendere dieci minuti del vostro tempo quello che ho da dire lo trovate nell’audio all’interno del post.

Se volete aiutarci, partecipare, sapere qualcosa scrivetemi.

Se volete sostenerci il conto corrente della nostra campagna è qui: iban IT30Q0558433470000000018002 (Banca Popolare Milano intestato a Leonardo Salerno mandatario elettorale campagna Giulio Cavalli elezioni politiche 2018)

C’è molto da fare, insomma.

Un manifesto per riqualificare gli edifici

Ricevo e sottoscrivo un appello che vale la pena leggere e condividere. Gli edifici in cui passiamo il 90% del nostro tempo sono un tema politicissimo di cui ci si occupa sempre troppo poco. Lo trovate qui. Adoperarmi affinché aumentino le riqualificazioni profonde degli edifici Occorre redigere e attuare efficaci …

A proposito delle “eccellenze” di Trenord (e della narrazione leghista)

Un gran lavoro di Andrea Spaciari per Business Insider. Eccolo qui: Da una parte perde 40.127.470 euro in 12 mesi a causa delle migliaia di treni soppressi; dall’altro elargisce centinaia bonus ad personam, ma solo ad alcuni dipendenti “indicati” dai vertici dell’azienda. È la surreale realtà di Trenord, la società …

L’Italia che resiste: la lotta di Francesco contro il pizzo

PALERMO — Si sono organizzati come se dovessero assaltare il caveau di una banca. In sette, armati e incappucciati. Facendo irruzione al Bar Massaro, un famoso e popolare bar a due passi dal mercato Ballarò. Terrorizzando camerieri e turisti. Pronti a martellare una vetrata blindata e a zompare sulla cassa …

E chi protegge le “nostre” donne dai “nostri maschi”?

(da leggere Valentina Saini per Gli Stati Generali) Sei donne uccise in meno di venti giorni. Da Pamela Mastropietro, ritrovata il 31 gennaio a Macerata, fino a Federica Ventura, accoltellata dal marito venerdì in provincia di Foggia. Quanto a numero di femminicidi, il 2018 non promette niente di buono. In …

«Essere antifascisti è impedire ai neofascisti di manifestare»: cosa disse Sandro Pertini a Genova nel 1960

«Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò …

Diario di campagna (elettorale, anzi meglio: culturale)

Una campagna culturale prima che elettorale. In un momento in cui tutti sfruttano la polarizzazione per farsi notare, succubi della propria incapacità di governare la complessità, diventare estremisti non è solo un patologico fascismo di ritorno ma è anche il modo più comodo per non doversi applicare sui temi di …