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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Meloni alza la voce con Bruxelles: “Parli con una voce sola”. Ma sull’intesa di Trump con Putin usa parole da broker: “Molto rischiosa”

«Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali (…) mente sapendo di farlo». Giorgia Meloni lo ha scandito ieri al Senato, prima del Consiglio europeo di oggi e domani. Allora prendiamola in parola, anche perché la prova contraria l’aveva consegnata lei stessa pochi minuti prima.

Ha raccontato di avere chiesto e ottenuto che la clausola nazionale di salvaguardia, nata per la spesa militare, valesse anche contro il caro energia. Sul margine massimo dell’1,5 per cento del Pil il governo ne usa l’1,2: lo 0,6 all’energia, circa 14 miliardi, e un altro 0,6 alla difesa. Le regole europee quindi si piegano. Basta spingere. Eppure lei giura che quei soldi, «se non li spendessimo per la difesa», non potrebbero finire altrove. È la più vecchia furbizia dei bilanci: chiamare vincolo una scelta.

Poi c’è Donald Trump. Venerdì il presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’intesa con Vladimir Putin per oltre 300mila tonnellate di gasolio russo subito. Il Tesoro americano ha sospeso per sei mesi le sanzioni sul gasolio di Mosca, e Trump ha ringraziato Putin. Il giorno dopo ha invitato gli ucraini a scegliersi un nuovo leader capace di firmare un accordo.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 15 ottobre 2026.

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