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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Midterm Usa, tra siti di partito travestiti da giornali locali e slop: cosa dovrebbero insegnare all’Italia le elezioni americane

Alle elezioni di metà mandato americane i siti di partito travestiti da giornali locali hanno trovato il lettore perfetto, quello che abbocca sempre: l’intelligenza artificiale. NewsGuard ha interrogato sette chatbot sui temi della campagna e nel 48,2 per cento delle risposte le fonti citate comprendevano siti “pink slime”, mentre la natura di parte di quelle testate è stata segnalata una volta sola su 168 risposte. Li finanziavano entrambi i campi, con la rete democratica American Independent Media e quella repubblicana One Nation, legata al Senate Leadership Fund, a comprare annunci su Facebook e Instagram per spingere articoli con la testata finta e la propaganda vera.

Poi c’è lo slop, la spazzatura sintetica. Il Wesleyan Media Project ha contato a metà ottobre 220 spot politici costruiti almeno in parte con l’intelligenza artificiale, per oltre 137 milioni di dollari: solo il 27 per cento dichiarava l’origine artificiale e l’88 per cento della spesa veniva da candidati e gruppi repubblicani. Del resto la scuola l’ha aperta il presidente Donald Trump, che riempie di immagini generate gli account personali e quelli istituzionali. La ricercatrice Alice Marwick, citata dal Post, descrive lo slop come un segnale di appartenenza politica. Si condivide il falso per dire da che parte si sta, e così la domanda se sia vero esce di scena.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 5 novembre 2026.

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