Procreazione assistita, 50mila firme contro il divieto del governo alle donne single: ecco la proposta di iniziativa popolare
L’atto porta la data del 12 novembre 2024 e la firma dell’Avvocatura generale dello Stato, che a nome del presidente del Consiglio chiese alla Corte costituzionale di dichiarare inammissibile o infondata la questione sollevata dal Tribunale di Firenze e di lasciare in piedi il divieto che chiude la procreazione assistita alle donne single, perché una famiglia ad instar naturae, modellata sulla natura, sarebbe il luogo “più idoneo per accogliere e crescere il nuovo nato”.
La Consulta, con la sentenza 69 depositata il 22 maggio 2025, respinse le eccezioni del governo, salvò il divieto come scelta non manifestamente irragionevole e consegnò al Parlamento una precisazione che pesa: per la Costituzione il legislatore è libero di aprire l’accesso anche alle famiglie monoparentali. Ora quella precisazione ha 50.000 firme.
La proposta di legge di iniziativa popolare “Pma per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e partita l’11 giugno, ha superato con firme online e cartacee la soglia fissata dall’articolo 71 della Costituzione: oltre 50 associazioni, più di 800 volontari ai tavoli di 30 città, 65 iniziative fra banchetti ed eventi. A novembre arriverà in Parlamento per riscrivere anzitutto l’articolo 5 della legge 40 del 2004, quello che riserva le tecniche alle “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi”.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 3 novembre 2026.
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