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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

La Notizia

Occhi su Gaza, la tregua trema e l’artiglieria colpisce

C’è una tregua che trema a ogni ora e un “dopo” che si scrive già prima di seppellire i morti. A New York circola la bozza statunitense per una forza internazionale con mandato Onu e un organismo di transizione che dovrebbe “governare” Gaza per due anni. Washington la presenta come soluzione. Sul terreno, intanto, gli ordini sono di radere al suolo le gallerie rimaste, ripulire i quartieri, premere sugli ultimi nuclei combattenti. Le parole rassicuranti nei corridoi diplomatici e l’artiglieria che ancora si sente nella notte. Tutto insieme. Come se fosse normale.

Dicono che la tregua “tenga”. A Gaza City tornano a muoversi le colonne di sfollati che inseguono l’illusione dell’acqua potabile. Nelle tendopoli del sud ci si scambia la posizione di un pozzo come si scambia una notizia di famiglia. Gli ospedali funzionano a sezioni stanche: reparti che si aprono e si richiudono, generatori che tossiscono. L’Ocha parla del 90% della popolazione costretta a spostarsi almeno una volta. Alcuni due, tre, quattro. La terra che scotta sotto i piedi.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 7 novembre 2025.

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