Crisi energetica, la ricetta di von der Leyen che assomiglia a quella di Draghi: spegni la luce, salvi l’Europa
In Italia i consumi energetici delle famiglie pesano per il 25,4% dei consumi finali totali. Trasporti e industria insieme ne assorbono il 56,4%. I dati vengono da Eurostat e dall’Ispra, sono verificabili e non controversi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen invece, il 13 aprile scorso, ha spiegato ai giornalisti a Bruxelles come affrontare la crisi energetica in corso: «L’energia meno costosa è ovviamente quella che non usiamo». Bisogna ridurre la domanda, ha aggiunto, «nel pieno rispetto della libera scelta dei consumatori». Il termine chiave è quello: consumatori. Le famiglie. Il riscaldamento di casa. È lì che si risolve la crisi energetica europea, mentre il Medio Oriente brucia e i prezzi del gas tornano a salire.
Ci sono precedenti illustri. Il 7 aprile 2022, durante la conferenza stampa dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza, l’allora presidente del Consiglio Mario Draghi si rivolse così ai cronisti: «Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Di fronte a queste due cose, cosa preferiamo: la pace oppure star tranquilli con l’aria condizionata accesa tutta l’estate?». E poi, direttamente a un giornalista: «Lei cosa si risponde, preferisce la pace o il condizionatore d’aria acceso?». Il contesto era l’ipotesi di un embargo sul gas russo, ma la struttura retorica era già quella: il problema energetico è tuo, dipende dal tuo comportamento, dai tuoi apparecchi domestici, dalle tue scelte. L’industria, i trasporti, la struttura del mercato: pezzi di scenario che spariscono dal palco mentre il riflettore illumina il salotto di casa.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 17 aprile 2026.
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