Il Pd si spacca pure sul referendum: il Sì di Picierno & C. alla riforma logora Schlein e offre una sponda alla destra
Nel Partito democratico anche il referendum sulla giustizia sta diventando molto di più di una consultazione popolare. Sta funzionando come ennesima prova di forza interna, la solita resa dei conti che, al solito, da giorni si consuma alla luce del sole, tra post, interviste, prese di posizione pubbliche e retromarce solo apparenti. La linea della segretaria Elly Schlein è chiara: opposizione alla riforma voluta dal governo Meloni e campagna per il no. La linea di una parte consistente dei riformisti del Pd è altrettanto esplicita: sostegno al sì, rivendicato come scelta “di merito” e non di schieramento.
Il cortocircuito si è reso evidente quando Tomaso Montanari ha scritto pubblicamente ciò che molti elettori pensano da settimane: la credibilità del Pd sul referendum viene erosa dal fatto che esponenti di primo piano del partito facciano campagna per il sì fianco a fianco con Fratelli d’Italia. I nomi sono noti e ripetuti: Pina Picierno, Graziano Delrio, Stefano Ceccanti, insieme a una costellazione più ampia di dirigenti e parlamentari che da tempo smentiscono nei fatti la linea della segreteria.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 19 gennaio 2026.
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