Niscemi affonda dopo il ciclone Harry: frane, sfollati e aiuti insufficienti in Sicilia
La Sicilia sta cedendo pezzo dopo pezzo, e a Niscemi il dissesto ha assunto la forma più brutale: una città che si spacca, case che si svuotano, strade che scompaiono. Il fronte della frana che avanza nell’area del torrente Benefizio ha ormai raggiunto i quattro chilometri. In alcuni punti il terreno si è abbassato di venticinque metri. Circa 1.500 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, evacuate in via preventiva mentre il sottosuolo continua a muoversi. Interi quartieri risultano inaccessibili. Tre strade su quattro sono state chiuse. Il rischio concreto è l’isolamento totale del centro abitato.
La frana si è riattivata con violenza dopo il primo evento di metà gennaio, aggravata dalle piogge estreme del ciclone Harry che ha colpito la Sicilia orientale e la fascia ionica. Tecnici e Protezione civile parlano di una situazione in peggioramento costante. La zona rossa è stata ampliata fino a 150 metri. Le scuole restano chiuse. Le famiglie sfollate si arrangiano tra parenti, amici e brandine allestite nel palazzetto dello sport.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 28 gennaio 2026.
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