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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Albanese nel mirino, dagli affondi di Tajani alla risoluzione della Lega. Ma l’Onu smonta l’attacco italiano

Le parole pronunciate il 7 febbraio al Forum di Doha sono diventate, nel giro di poche ore, un caso diplomatico. Una clip circolata sui social attribuisce a Francesca Albanese l’idea di Israele come “nemico dell’umanità”. Da lì parte la richiesta di dimissioni avanzata da diversi governi europei, Italia compresa. Il 17 febbraio, però, il Coordination Committee delle Special Procedures delle Nazioni Unite interviene con una nota ufficiale: parla di “fatti fabbricati” e di un attacco costruito su una ricostruzione distorta. La trascrizione integrale del discorso, ripresa da Reuters, restituisce un senso diverso da quello propagato.

In Italia l’offensiva è politica e parlamentare. Antonio Tajani, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco il 13 febbraio, definisce Albanese “capo fazione” e sostiene la richiesta di dimissioni. Alla Camera, il 12 febbraio, una risoluzione della Lega impegna il governo a sostenere formalmente l’estromissione della relatrice Onu nella sessione del Consiglio per i diritti umani del 23 febbraio. Primo firmatario Paolo Formentini, con i colleghi del gruppo.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 18 febbraio 2026.

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