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Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

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Lega, Davide Vecchi alla comunicazione: scoppia la guerra dell’ufficio stampa, iniziata la resa dei conti su Salvini

Nella Lega l’ultima frattura non attraversa più soltanto le correnti politiche: passa dagli uffici stampa, dalle convocazioni alle agenzie e dalla distribuzione delle interviste. È lì che si consuma la guerra interna che accompagna la fase definita “post-Vannacci” e che ora si concentra attorno alla figura di Davide Vecchi, ex direttore de Il Tempo chiamato da Matteo Salvini a coordinare in modo trasversale la comunicazione del partito, dal Mit ai gruppi parlamentari.

La transizione da partito territoriale a forza nazional-populista ha lasciato cicatrici profonde. I salviniani del Sud spingono su infrastrutture e centralità dello Stato; i nordisti storici chiedono autonomia e fisco leggero. I governatori pretendono una comunicazione istituzionale e amministrativa; la segreteria federale rivendica polarizzazione e mobilitazione permanente. La balcanizzazione politica si riflette in un’anarchia operativa.

La memoria interna è ancora segnata dal 2017, quando la Lega mise in mobilità 24 dipendenti storici dichiarando difficoltà finanziarie mentre, grazie al 2 per mille, incassava circa 1,8 milioni di euro e investiva nella consulenza esterna di Luca Morisi, l’architetto della “Bestia”. L’esternalizzazione della propaganda a scapito della struttura interna generò un trauma che oggi riaffiora.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 23 febbraio 2026.

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