Decreti Sicurezza, la criminalizzazione dei diritti: un report denuncia la stretta sul dissenso ecologista
«Diritto non crimine». Il titolo del rapporto curato dalla Rete In Difesa Di e da Osservatorio Repressione, pubblicato a maggio 2026 dentro il progetto P.E.A.C.E. co-finanziato da CLIDEF e Civitates, è già la tesi ed è chiara: difendere ambiente e territori è un diritto costituzionale, e chi lo esercita oggi viene trattato come un criminale. La seconda edizione del report misura tre anni di legislazione d’urto contro il dissenso ecologista e restituisce un quadro in cui la criminalizzazione del conflitto è diventata un programma di governo dichiarato.
La legge 22 gennaio 2024 n. 6, la cosiddetta legge Sangiuliano, ha inaugurato il ciclo. Per chi distrugge o deteriora beni culturali si introduce una sanzione amministrativa da 20mila a 60mila euro, per chi li imbratta da 10mila a 40mila euro, irrogabile direttamente dal prefetto. Il 13 febbraio 2024, due settimane dopo l’entrata in vigore, un attivista di Ultima Generazione che aveva incollato fotografie dell’alluvione di Campi Bisenzio sulla teca della Venere agli Uffizi si vede recapitare 20mila euro di multa.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 28 maggio 2026.
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