Vai al contenuto
Giulio Cavalli per brevità chiamato artista

La Notizia

Il sostegno a Israele presenta il conto, la Germania bocciata all’Onu: il prezzo del “lavoro sporco” di Netanyahu. E l’Italia pesa ancora meno

Il 3 giugno 2026, sotto la presidenza di turno di una tedesca, Annalena Baerbock, l’Assemblea Generale dell’Onu ha negato alla Germania il seggio europeo non permanente nel Consiglio di Sicurezza. Portogallo 134 voti, Austria 131, Berlino ferma a 104. Per la prima volta nella sua storia la locomotiva d’Europa, prima economia del continente e tra i maggiori finanziatori del Palazzo di Vetro, esce sconfitta da una corsa che aveva vinto tutte le sei volte precedenti. Una figuraccia, e per giunta in casa.

Il ministro degli Esteri Johann Wadephul lo ha chiamato «una vera delusione», poi ha provato a dare la colpa a Mosca, che avrebbe fatto campagna contro. Solo che, nello stesso giro di parole, ha ammesso anche l’altra cosa: la «responsabilità speciale» tedesca verso Israele «può essere costata dei voti». Tradotto dal diplomatese, è la confessione che a pesare nel voto dei Paesi extraeuropei è stato l’allineamento di Berlino a Benjamin Netanyahu. E quel «può» di troppo è già un’ammissione.

Questo articolo è uscito su La Notizia il 4 giugno 2026.

Continua a leggere su La Notizia