Decreto Sicurezza, i 54 Pro-Pal indagati a Pisa sono solo la punta dell’iceberg. Nella mappa della repressione del governo Meloni
Cinquantaquattro persone, 140 capi di imputazione. Chiuse le indagini a Pisa su studenti, dottorandi, ricercatori, lavoratrici delle pulizie, pensionati, mamme che in piazza c’erano con i figli. I fatti vanno dal luglio 2025 alla primavera del 2026: i blocchi dell’autostrada A12, dell’aeroporto, della superstrada FiPiLi, dei binari, l’occupazione del rettorato dell’Università di Pisa, i presidi contro il transito di armi. Interruzione di pubblico servizio, blocco stradale e ferroviario, resistenza, lesioni, occupazione di edifici pubblici, tutto ammassato in un fascicolo solo.
Pisa è la punta toscana di una mappa che copre il Paese. Bologna ha superato le 100 denunce, Genova le 80, Cagliari le 90, Massa le 37. A Milano la Procura è arrivata alle misure cautelari, obbligo di firma e divieto di uscire la notte per ragazzi accusati di aver camminato in corteo. Al 7 marzo l’Osservatorio Repressione contava oltre 400 denunciati in tutta Italia, e mancavano ancora i conti delle grandi città. Più le multe, fino a 5mila euro a testa.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 9 giugno 2026.
Continua a leggere su La Notizia