Mirafiori in cassa integrazione da quasi un ventennio, Stellantis promette e il governo applaude
Diciannove anni consecutivi di cassa integrazione, secondo il conto della Fiom, e il diciannovesimo prende la forma di due settimane di stop: dal 19 al 30 ottobre le Carrozzerie di Mirafiori fermano la linea dell’unica auto che producono, la Fiat 500 elettrica e ibrida, e mandano a casa 1.074 lavoratori tra 934 operai e 140 impiegati.
Stellantis parla di «situazione complessa» nonostante il raddoppio della produzione, e intanto sembra aver dimenticato la versione che dava ai delegati il 1° settembre, quando fermò la stessa linea per tre giorni di fila spiegando che la domanda di ibride superava la produzione. Troppi ordini a inizio mese e cassa integrazione annunciata tre settimane dopo: la coerenza aziendale a Torino dura meno di un turno di notte.
Le promesse hanno una data. Il 17 dicembre 2024, al tavolo del ministero delle Imprese e del made in Italy, l’allora responsabile Europa del gruppo Jean-Philippe Imparato presentava il Piano Italia con 2 miliardi di investimenti negli stabilimenti per il 2025 e 6 miliardi di acquisti dai fornitori più la salvaguardia dei livelli occupazionali, e per Torino si sbilanciava: con la 500 ibrida si aspettava 100mila vetture in più all’anno, dentro un 2026 da più 50 per cento per tutta la produzione italiana.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 26 settembre 2026.
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