Green Deal, dopo le auto tocca agli aerei: la lobby dell’aviazione all’attacco delle regole Ue
Dopo le auto, ora tocca agli aerei. Il copione è lo stesso, il bersaglio pure: le regole climatiche dell’Unione europea. Il precedente è fresco. Quando la lobby dell’automotive ha ottenuto di svuotare la messa al bando dei motori a combustione dal 2035, a Bruxelles è passato un messaggio chiaro: se la pressione è coordinata, il Green Deal arretra. Oggi l’aviazione sta provando a replicare quella vittoria, usando argomenti, alleanze e tempistiche già testate.
La frenata sull’auto è diventata un manuale operativo. Costruttori e governi alleati hanno riscritto una norma che doveva segnare una svolta, trasformandola in un obiettivo diluito: meno vincoli immediati, più promesse future. È quel passaggio che ha incoraggiato il settore aereo a muoversi. Secondo un’inchiesta di Politico le compagnie guardano esplicitamente a quanto accaduto alle auto come al modello da seguire. Patrick Pouyanné, amministratore delegato di TotalEnergies, lo ha detto senza giri di parole al World Economic Forum di Davos: «Quello che è successo alla regolazione delle auto succederà anche ai carburanti sostenibili per l’aviazione».
Questo articolo è uscito su La Notizia il 28 gennaio 2026.
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