Italia divisa sulla sede dell’Agenzia doganale Ue: la maggioranza si spacca sulla candidatura di Roma
L’Italia arriva divisa anche alla candidatura per la nuova Autorità doganale dell’Unione europea. E la spaccatura pesa come un segnale politico. La sede dell’agenzia che dal 2026 dovrà governare la riforma dei confini commerciali europei diventa così l’ennesimo terreno su cui la maggioranza espone le proprie crepe.
L’Autorità doganale dell’Unione europea, in sigla Euca, nasce dal pacchetto di riforma presentato dalla Commissione per superare il sistema attuale: un codice unico applicato da 27 amministrazioni nazionali diverse, con controlli disomogenei, banche dati separate e falle strutturali sfruttate da frodi, sottovalutazioni e traffici illeciti.
L’Euca avrà il compito di coordinare le dogane nazionali e di gestire il nuovo Eu Customs Data Hub, una piattaforma centrale che analizzerà in tempo reale i dati delle importazioni, soprattutto quelle legate all’e-commerce. Il passaggio chiave è politico ma soprattutto operativo: dalle dichiarazioni cartacee ai dati delle piattaforme digitali, dalle verifiche ex post a un controllo preventivo basato su algoritmi di rischio.
Questo articolo è uscito su La Notizia il 29 gennaio 2026.
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