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E Marino, finalmente

Si arrabbia. Esce dal personaggio (pessimo) che si è cucito addosso e dice le cose come stanno:

“Occorre invece ristabilire la verità: Renzi voleva Roma sotto il suo diretto controllo e se l’è presa, utilizzando il suo doppio ruolo: come segretario del partito ha voluto che i 19 consiglieri del PD si dimettessero, come Presidente del Consiglio ha sostituito il sindaco, legittimamente eletto, con un prefetto, certamente persona degnissima, che farà capo come dice la legge allo stesso Presidente del Consiglio.
Assistiamo a una pericolosa bulimia da potere, che elimina gli anticorpi democratici. Il messaggio è chiaro: chi non si allinea, chi non ripete a pappagallo i suoi slogan viene allontanato o addirittura bandito”.

Ha scritto così l’ex Sindaco della capitale e, in una democrazia allenata, questa accusa muoverebbe almeno una discussione politica e invece vedrete che anche questa passerà come uno sfogo personale, e tutti gufi quelli che ne scrivono.

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Chissà come sorriderebbe oggi Libero Grassi, dopo i vespri di Bagheria

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Chissà che sorriso avrebbe Libero Grassi stamattina, sfogliando i giornali che raccontano della rivoluzione dolce avvenuta a Bagheria, dove gli imprenditori (trentasei imprenditori trentasei) hanno capito il trucco per essere forti contro quella mafia che spesse volte è sembrata invincibile, irrefrenabile oppure troppo comoda; hanno capito di dovere essere “insieme”. Chissà cosa direbbe Libero Grassi nell’accorgersi che la sua lezione, quella di un uomo lasciato solo, è stata scritta non solo sui libri di storia o citata nelle manifestazioni per la legalità ma oggi è diventata un uso concreto, un sentiero percorribile e percorso mica dagli esegeti dell’antimafia o i paladini di polistirolo: oggi hanno denunciato imprenditori, gente di giacche, fatture e fornitori, gente straordinariamente quotidiana. Oggi più che un’alba è il suono della sirena di inizio turno ma senza il fischio fastidioso del dovere; la sirena stamattina ha suonato con dentro tutto il clangore dei diritti, del dovere di applicare i propri diritti che è un lusso irrinunciabile appena lo si assaggia.

Se avete mai avuto la fortuna di ascoltare le parole di quella minuta e fortissima donna che è Pina Maisano, la vedova Grassi, vi sarà capitato di cadere nel crepaccio peloso della solitudine in cui è stato bollito Libero Grassi prima di essere ucciso. Qui da noi capita che gli eroi diventino eroi per la vigliaccheria di tutti quelli intorno e nessuno come la Mafia sa bene quanto sia facile disinnescare qualcuno rimasto isolato. E ci si isola mica solo per paura ma spesso anche per la sensazione di non avere nessuno a cui porgere la mano, in uno Stato che troppe volte è stato una melma ghiacciante piuttosto che un buon rifugio. Gli imprenditori siciliani che oggi hanno stanato il “Porco” (Pietro Giuseppe Flamia) signorotto incontrastato (e invece contrastabile) del pizzo là intorno a Bagheria hanno semplicemente deciso di stare “insieme”: di fare “rete”, di diventare associazione di tre o più persone dedite alla denuncia dell’illegalità. Un’associazione a denunciare. Che è una frase bellissima anche da scrivere. Eppure questa profumo siciliano ha nelle gambe anche tutti questi anni di cittadinanza attiva, di ostinata pratica reale sul territorio, di speranza che non si è mai fatta disperata rimanendo sempre in piedi nonostante le mafie e nonostante lo stato dello Stato.

(continua qui)

Una Repubblica che vorrebbe essere laica. Ma non ci riesce.

C_4_articolo_2141586_upiImageppIl campo è irto, brullo e sempre a rischio di integralismi e controintegralismi ma un giro, in questi giorni, credo che valga la pena farselo: sotto traccia e con una modernissima veste accattivante il Vaticano,negli ultimi mesi, è tornato ad essere partito di maggioranza nelle scelte (e soprattutto in alcune non scelte) politiche. Basterebbe partire dalla vicenda delle dimissioni del sindaco di Roma per capire come la valutazione politica (mica etica o di morale) abbia assunto toni tutt’altro che spirituali:

«Marino – ha scritto l’Osservatore Romano – ha motivato la scelta (del ritiro delle sue dimissioni ndr), chiedendo un confronto in aula con la maggioranza che lo ha sostenuto nei due anni della sua amministrazione. Ben sapendo, tuttavia, che una maggioranza disposta a sostenerlo non esiste più. Tanto è vero che, dopo una lunga riunione svoltasi ieri sera nella sede del Pd, sono attese per oggi le dimissioni di almeno 25 consiglieri capitolini, dimissioni che, salvo ulteriori sorprese, dovrebbero portare allo scioglimento immediato del Consiglio comunale e dunque al decadimento di sindaco e giunta […] «Questa vicenda sta assumendo i contorni di una farsa. Al di là di ogni altra valutazione resta il danno, anche di immagine, arrecato a una città abituata nella sua storia a vederne di tutti i colori, ma raramente esposta a simili vicende»

(continua qui)

Lo schivo Tronca è sbarcato a Roma

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Ha salutato con postura presidenziale e si è incurvato davanti al Papa.

Doveva essere la nuova politica, il cambio di verso e invece sembra un affresco di Giovannino Guareschi.

Come sgorga un libro: “Ciò che rimaneva di mio padre era una scatola da scarpe” (parla Angela Landa, figlia di Michele)

Schermata 2015-11-02 alle 12.09.33In questo video parla Angela Landa, la figlia di Michele, ucciso e bruciato nella sua auto. In questa intervista c’è il cuore pulsante che ho provato, e spero di averlo fatto bene, a mettere a fette e delle fette farne pagine del mio libro ‘Mio padre in una scatola da scarpe’. Se c’è qualcosa di cui sono fiero, se c’è qualcosa che mi assomiglia e che parla (anche di me) è la fortuna di avere potuto scrivere questo romanzo. Per questo sorrido quando lo so letto, regalato o piaciuto.

Ecco il video:

Il libro lo potete anche comprare (a chilometro zero) qui.

Quando scappa una foto

L’alba dell’avvenire è un sole come binario morto che prova a soffiare via la nebbia. Allora forse la giornata è buona. #nonmifermo via Instagram http://ift.tt/1NLBwTh

Quando scappa una foto

Il ragazzo che vedete in questa foto con #miopadreinunascatoladascarpe è Benedetto Zoccola. Minacciato (e “sequestrato” e pestato) dalla Camorra che non ha esitato a fargli esplodere una bomba sotto casa che gli ha danneggiato un timpano. È uno dei tanti “sotto scorta” che continuiamo a non raccontare solo che Benedetto ha un cuore (e un coraggio) talmente grande che oggi, inchiodato nella sua vita blindata, ha deciso di metterci la faccia ed è vicesindaco a Mondragone. La memoria di Michele Landa ha anche il suo viso. via Instagram http://ift.tt/1NK5Gq5

#LEFT cosa ci abbiamo messo dentro

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DONNA LIBERA TUTTI


Strette tra vecchi e nuovi materialismi

di Chiara Saraceno

Non occorre essere madri per realizzare il proprio progetto di vita. Ma anche scegliere di diventarlo, in Italia, è difficilissimo. Le donne si trovano costantemente alle prese con leggi sbagliate, diseguaglianze e un welfare sempre più inesistente. Il Bel Paese infatti è anche un esempio del rovesciamento del rapporto tra occupazione femminile e tasso di fecondità avvenuto nei Paesi sviluppati alla fine del secolo scorso. Paese a fecondità relativamente alta e occupazione femminile bassa ancora negli anni Settanta, già a metà degli anni Ottanta mostrava sia tassi di occupazione femminile sia tassi di fecondità fra i più bassi, attorno all’1,5 figli per donna. E nel 2013 il tasso di fecondità fra le donne italiane era 1,39 figli. Un fenomeno che sembra coinvolgere soprattutto il Meridione e che rivela molto della società in cui viviamo.

Condannate dalla cultura

di Simona Maggiorelli

Nella mostra La grande madre a Milano l’emancipazione fallita del Novecento. Anche le avanguardie non vanno oltre agli stereotipi. L’esposizione curata e ideata dal direttore artistico della Fondazione Trussardi propone al visitatore un percorso che non offre scampo, costringendo a interrogarsi sul perché la donna è stata vista e rappresentata dagli uomini solo come madre o prostituta, schiacciata per secoli in una icona piatta e devitalizzata.

La scelta di Noga

Abraham Yehoshua racconta nel suo ultimo libro La comparsa la storia di una giovane donna che decide di non avere figli. «A Gerusalemme – ci spiega lo scrittore – sono stato criticato dalle femministe. Mi hanno detto: “non sono affari tuoi le ragioni per cui una donna non vuole avere figli”. Ma io voglio capire».

Io della natura non mi fido, anzi la frego

L’intervista a Francesca Fornario di Ilaria Bonaccorsi

Francesca Fornario racconta il suo ultimo libro La banda della culla. Che racconta del desiderio di essere genitore perché si è in due, quei due, in quella storia. Non per rispettare un ipotetico e imposto “ciclo naturale di vita”. Tra le pagine, dove si ride per non piangere, prende vita un mondo di affetti dove vale tutto. Adozione, fecondazione eterologa, affido, amicizia

Ho scelto di non avere figli e mi sento bene

di Donatella Coccoli

La scrittrice Barbara Fiorio in Qualcosa di vero racconta di un incontro fortuito tra una pubblicitaria quarantenne e una bimba di nove anni. Un affetto profondo che travolge la vita di entrambe

 

Società Left

 

casa/1
L’ossessione del governo per le occupazioni abitative

di Chicchino Antonini

Ogni giorno in Italia si contano 140 sfratti eseguiti con la forza pubblica. Mentre le occupazioni crescono: 110 solo a Roma. Fra le 30 e le 50mila famiglie sono ostaggio dell’emergenza casa

casa/2
Ex telecom, piccolo mondo antico

di Ilaria Giupponi

Un microcosmo in cui si erano creati sostenibilità, welfare e mutuo soccorso. Questa era la palazzina occupata a Bologna. Spazzata via dalle logiche del mercato immobiliare e da una politica senza coraggio

speciale armi
Tu vuo’ fa l’americano. E sparare

di Martino Mazzonis

Il leghista Buonanno propone in diretta tv un “buono” pistola per garantire la “legittima difesa”. Le destre, dopo Stacchio, hanno trovato un nuovo eroe a Vaprio D’Adda. E in mente hanno il modello Usa. Ecco come funziona.

Un porto d’armi non si nega a nessuno

di Stefano Santachiara

I limiti della normativa sul porto d’armi in due storie, dove la vittima – come spesso accade – è donna

politica
Caro Renzi stai sereno ora rivoluziono anche l’Italia

L’intervista a Luigi de Magistris di Tiziana Barillà

Dopo l’assoluzione un Luigi de Magistris senza freni: «Una parte di Stato ha tentato di fermarmi». E ora punta alla rielezione: «La sinistra investa su partecipazione, autogestione e movimentismo».

migranti
La clandestinità è ancora un reato

di Stefano Catone

Sono passati 18 mesi da quando il governo ha ricevuto la delega per la depenalizzare il reato di ingresso e soggiorno clandestino. La scadenza si avvicina e la situazione per i migranti peggiora

 

Esteri, Left

 

spagna
Aiuto Rivera se está comiendo a Iglesias

di Giacomo Russo Spena e Luca Tancredi Barone

Se Podemos è viola, Ciudadanos è il partito arancione (pantone 1585 C, per la precisione), di centro ma condito di cambiamento. Ha un leader furbo e super telegenico. Ve lo presentiamo

siria
Vladimir d’Arabia

di Umberto De Giova

L’intervento in Siria di Putin è funzionale a un ambizioso disegno politico-diplomatico: una “Yalta mediorientale”, che incoroni la Russia come potenza globale. Al pari degli Stati Uniti

palestina
Hebron, in morte di un resistente

Il fotoreportage dalla Palestina di Nicola Zolin

Una città tagliata in due, dove l’occupazione dei coloni israeliani non lascia respiro alla popolazione palestinese. Che lentamente scompare insieme a chi ha sempre resistito. Come Hashem Azzeh

cina
Tianjin, ex colonia d’Italia dove l’arte è di casa

Fotoreportage dalla Cina di Fernando Fidanza

Forse sono in pochi a ricordarselo ma anche l’Italia ha avuto la sua colonia in Cina. Una nuova tappa del nostro “diario di viaggio cinese” alla scoperta di una città e delle sue strade intitolate a “eroi” italiani

Cultura, Left

 

cultura
Investire in cultura è un’esigenza prioritaria

L’intervista a Massimo Bray di Simona Maggiorelli

«Il recupero della Reggia di Carditello dimostra che si può intervenire con successo e rapidamente, se lo Stato ci crede». A colloquio con l’ex ministro della Cultura Massimo Bray

archeologia
Il passato rivive nel museo a cielo aperto

di Donatella Coccoli

A Poggibonsi in provincia di Siena rinasce un villaggio dell’Alto Medioevo. È il passaggio dalla ricerca scientifica allo storytelling collettivo e, soprattutto, il primo caso in Italia di archeologia sperimentale e pubblica

scienza
Nascerà il primo “editing baby”?

di Pietro Greco

Un bambino con il codice genetico riscritto. La biotecnologia lo consente ma la scienza si divide. Tra bocciature e speranze in terapie future, s’invocano regole chiare. Che gli Stati non hanno

musica
Sono sempre Luca lo stesso

L’intervista a Luca Carboni di Alessandra Grimaldi

Il cantautore bolognese Luca Carboni torna con il suo sedicesimo album, Pop-Up e racconta a Left i suoi trent’anni di carriera fra sogni, cambiamenti e il bisogno di rimanere coerenti con se stessi