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#Left cosa ci abbiamo messo dentro

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COVER STORY

PROPAGANDA PERMANENTE


Informazione su misura

di Corradino Mineo

A Matteo Renzi serve che giornali e telegiornali suonino all’unisono la grancassa. Che vedano la ripresa, diffondano ottimismo, cancellino le minoranze. Cronaca di un circolo vizioso

 

Le parole sono proiettili

Ilaria Bonaccorsi intervista Giovanni Minoli

Oggi a Radio24, «Che nel 2012, quando vinsi l’Oscar per la divulgazione storica con La “Storia siamo noi” la Rai mi ha mandato via». I talk show perdono ascolti, la Rai non è più servizio pubblico. La televisione ha vinto e la politica ha perso. «Va raccontato il bicchiere mezzo pieno, così come la parte vuota. Questa è onestà intellettuale».

Matteo non vede non sente non parla

di Loris Mazzetti

Tutto merito di un buon suggeritore

di Luca Sappino

Più di un portavoce e più di un consigliere, Filippo Sensi, in arte @nonmfup è l’uomo chiave della comunicazione del premier. E’ Renzi, forse più dello stesso Renzi.

 

Società Left

 

droghe
Come si riducono danni (e morti)

di Alessandro De Pascale

Come lavorano gli operatori che si occupano di riduzione del danno in un rave in Val D’Orcia

politica
La Quercia che seppellì il Pci

di Stefano Santachiara

Nel 1989 un militante scrisse a Veltroni suggerendo di inserire nel simbolo una quercia che evocasse la rivoluzione francese. Questa è la sua versione

mafia
A undici anni sai che lavoro fa tuo padre

di Giulio Cavalli

Poco dopo l’arresto di Gregorio Malvaso, sua moglie decide di raccontare quello che sa ed entra con i figli nel programma di protezione

tennis
Se uno smash abbatte i pregiudizi

di Alessia Laudati

Ritratto di Althea Gibson che decenni prima delle sorelle Williams sfidava la segregazione razziale sui campi di terra rossa

 

Esteri, Left

 

Afghanistan
MSF si racconta: «Da 14 anni sotto le bombe»

di Umberto De Giovannangeli

Dopo la strage di Kunduz abbiamo sentito Loris De Filippi, presidente della sezione italiana

Serbia
Qui terra di nessuno, dall’altra parte l’Europa

di Michela AG Iaccarino

Sulle tracce dei rifugiati siriani lungo la frontiera serbo-croata

portogallo
Dopo la Grecia, ora la sinistra parla portoghese

di Tiziana Barillà

Dopo il voto nel Paese lusitano, parla Marisa Matias europarlamentare del Bloco de Esquerda

Spagna

Gitana e senatrice

di Ilaria Giupponi

Intervista con la senatrice andalusa Silvia Heredia Martin, gitana: «Non mi hanno votato perché sono o non sono gitana»

New York

Open studios, a cena tra i quadri

di Maurita Cardone da New York

Gli studi degli artisti aperti in un’area della città che cambia

Cultura, Left

 

storia
Nasce il museo dell’arte in ostaggio

di Simona Maggiorelli

I capolavori rubati dai nazisti e mai più ritrovati: un museo alle porte di Milano ne tiene viva la memoria in 3D

graphic novel
Una macchietta coi baffetti

di Massimo Basili

Una biografia a fumetti racconta la storia del fuhrer. L’ha disegnata nel 1971 il giapponese Shigeru Mizuki

medicina
Premio Nobel, quella donna che salva i poveri con l’artemisia

di Pietro Greco

musica
Erica Mou, adesso io devo andare

di Giorgia Furlan

Giovanissima, da Sanremo al premio come “artista veramente indipendente”al MEI, la cantautrice pugliese si racconta

La bellezza di andare in scena (con ‘L’amico degli eroi’)

Schermata 2015-10-09 alle 20.35.05Eccoci alla fine siamo andati in scena. Tutti. Con Cisco dal vivo e la solita meraviglia che è il Teatro Fraschini quando Pavia è appena appena autunnale.

E posso dirvi che “L’amico degli eroi” è diventato adulto, respira a tempo e ha la forma che avevamo in testa. Se piace o no certo ce lo dirà il tempo, i chilometri e principalmente vuoi ma di sicuro siamo riusciti a mescolare i fatti (fatti, eh, mica opinioni: fatti accertati) insieme a quel tono di teatralità che ci interessava più di tutto. La storia dei tre (Marcello, Silvio e Vittorio) è la storia di un Paese che scopre convergenze tra persone inimmaginabili e credo che davvero sull’asse Berlusconi-Dell’Utri-Mangano-Cinà si potrebbe scrivere un manuale di patti mafiosi in salsa lombarda.

Ancora una volta, come ci era già successo per Andreotti, tocchiamo con mano quanto poco sia conosciuta la sentenza e quanto poco sia stata raccontata la verità. E allora noi proveremo a teatrare ancora più forte.

Marino: i forti con i deboli e la differenza tra sindaco e testimonial.

marino-dimissioniDetto questo Ignazio Marino ha compiuto una lunga serie di azioni poco opportune per di più comunicate nel modo più sbagliato. Oggi noi discutiamo quindi del fallimento politico o del fallimento del comunicatore? Questo è il punto da chiarire. E dobbiamo essere consapevoli, ovviamente ognuno con le proprie idee, che nel giudizio che da oggi per il sindaco di Roma è diventata una difficilissima pressione c’è dentro tutta la superficialità e il malpensare popolare che è montato come panna ma è rimasto nascosto nel merito. Ignazio Marino è un testimonial sprovveduto per la capitale. Forse sì. Non ha le spalle larghe per sopportare la lava vomitata dai fanfaroni. Ma se deve essere fatto fuori, si parli anche di politica. Anche.

Ne ho scritto (poco prima delle dimissioni) qui.

(La vignetta è di Mauro Biani, azzeccatissima. Al solito.)

Giusi Nicolini da Nobel (#nicolinidanobel)

CQzrcN-WcAALvIz.jpg-largeIl premio Nobel per la pace sarà annunciato tra poco meno di ventiquattro ore. Per la precisione, domani mattina (venerdì) alle 11.

La persona che più merita, tra le tante, un riconoscimento per il proprioimpegno umanitario, perché lasciata da sola a gestire flussi migratori che spaventano la comunità internazionale è Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa.

Praticamente nessun giornale e nessuna televisione, concentrati su altri profili, ha parlato della sua figura. Per sostenerla possiamo:

  1. Mettere “mi piace” e condividere la pagina Facebook “Giusi Nicolini da Nobel”;
  2. Utilizzare l’hashtag #nicolinidanobel su Facebook e su Twitter, spiegando le ragioni che ci portano a sostenere Giusi Nicolini;
  3. Su Twitter, in particolare, oltre all’hashtag #nicolinidanobel, citare @giusi_nicolini e @NobelPrize.
  4. Segnalare questa campagna ad amici e conoscenti.

Un Nobel così sarebbe un segnale fortissimo, per tutti.

Che silenzio intorno a ‘Mondazzoli’

medium_151005-160440_To051015Cro_051-300x225Sono un autore Rizzoli e credo che il ruolo di chi scrive sia anche quello di osservare, ossessivamente se serve, e sono convinto che il nostro lavoro sia un privilegio che ha delle responsabilità. Mi piacerebbe, mi sarebbe piaciuto pensare che in un Paese in cui gli scrittori per vendere qualche copia in più sono pronti a quasi tutto, un passaggio epocale come quello che sta avvenendo in questi giorni meriterebbe un confronto continuo, un dialogo altisonante e deciso e piuttosto del silenzio anche qualche panzana scritta in maiuscolo.

Ne ho scritto qui.

Se si rompe il giochino delle primarie a Milano

Quando ne avevo scritto su Left qualcuno dei presunti dirigenti lombardi aveva anche bofonchiato. Evidentemente ci sarebbe da fare qualche telefonata in più nell’asse Milano-Roma poiché la voce che circola proprio oggi tra i corridoi del Parlamento è ancora più netta della previsione fatta: il giochino delle primarie a Milano si è rotto, in molti a sinistra hanno capito da un pezzo che l’esperienza Pisapia non è ripetibile è percorribile senza Giuliano e in più i “nomi civici” che avrebbero dovuto risolvere il problema non scaldano il cuore proprio a nessuno.

A sinistra si stanno già organizzando e le idee sono chiare. Rimane l’interrogativo SEL ma anche tra i vendoliani romani sotto voce molti dicono che non si potrà fare finta di andare d’accordo con il PD a Milano. “Molti dei nostri non lo capirebbero, senza Giuliano”, dicono.

Chissà se sorridono ancora. Lassù.

Quando scappa una foto

Il montaggio. Il rito della preparazione. Il Teatro solo nostro per imparare ad abitarlo. #lamicodeglieroi #pavia #teatrofraschini via Instagram http://ift.tt/1MZxfvl

Quando scappa una foto

Ha sempre il sapore buono della preparazione, dell’apparecchiamento e del raccoglimento il viaggio per andare in scena. Una coltivazione che inizia alla mattina e sboccia sul palco la sera. Oggi a Pavia. Teatro Fraschini. Non ci si ferma mai. #lamicodeglieroi via Instagram http://ift.tt/1VEhnAs

Quando scappa una foto

#vetrinemilanesi #feltrinelli #piazzaduomo #milano #miopadreinunascatoladascarpe In Duomo, nella mia Milano, tra i libri consigliati all’ingresso. Torno presto anch’io. via Instagram http://ift.tt/1OjOavA