Quando scappa una foto
Pensa te se non esistesse Mauro Biani:
Come al solito va in scena l’annuale meeting di Comunione e Liberazione. Cosa rimane oggi del verbo di don Giussani? Poco, quasi niente; perché Comunione e Liberazione ha fallito proprio sul campo della spiritualità, diventando un porto sicuro per legami professionali ma perdendo completamente il senso di un agire politico ispirato al Vangelo e a un Cristianesimo praticato. Come ha detto Papa Francesco.
Ne ho scritto qui.
E’ interessante la lettera che Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington italiano, scrive a Matteo Renzi:
Caro Presidente del Consiglio, leggendo di Tsipras, in queste ultime ore, ha provato qualcosa, una increspatura, un sobbalzo, un filo, anche solo un filo, di nostalgia? Nostalgia per quello che avrebbe potuto essere e non è stato?
Alexis Tsipras ha preso le decisioni che lei avrebbe potuto (e forse dovuto) prendere alcuni mesi fa. Sì, parlo di elezioni, di quelle che avrebbe dovuto (e potuto) chiedereappena eletto segretario del Pd, e che invece preferì dimenticare a favore di un passaggio di mano da nominato a nominato a Palazzo Chigi. E sì, lo so, è molto impopolare ricordargli di quelle elezioni mancate: a chi fin da allora le chiedeva di andare alle urne in rispetto del suo impegno con gli elettori, i suoi fan rispondevano con tracotanza, in giro per trasmissioni tv: “In sei mesi avrà fatto tante cose per questo paese che nessuno si ricorderà nemmeno più come è arrivato a Palazzo Chigi”.
Invece le elezioni – come dimostra la abilità con cui le manovra Alexis Tsipras – sono la migliore arma di rapporto con il popolo, e la loro efficacia sminuisce a strumenti vicari anche tv, web, twitter e tutti i media insieme. Cosi, oggi, sulla scorta di quel che è successo in Grecia, si potrebbe immaginare quanto diverso sarebbe stato il suo (e nostro) itinerario politico, e quanto più solido.
Continua qui.

Il mio editoriale sul disgustoso funerale è qui.
Questa abitudine al sapere a priori il giusto o lo sbagliato. Bravi sempre a non mettersi in gioco. Io, invece, vi racconto perché comunque non penso sia così facile decidere dei figli degli altri. Ne ho scritto qui.
Prendendo spunto dal senso delle proporzioni da ritrovare, come scrive Pippo:
Sto preparando una nuova trasmissione web per Fanpage in cui torno a fare il monologhista. non ne avevo parlato perché stiamo ultimando il progetto (la prima puntata avrebbe dovuto essere questa che poi la cronaca ci ha “costretto” a rilasciare in fretta e furia più con la forma del servizio). Un progetto a cui tengo molto perché, tra le altre cose, le riprese di Sacha Biazzo hanno un che di “teatrale” anche stando nel web.
Tutto questo lungo cappello introduttivo, stile riassunto delle puntate pecedenti, per dire che molti dei monologhi programmati (per ora siamo a quota “sette” e ringrazio i miei collaboratori curiosi) li abbiamo ritrovati sparsi per il web. Proprio loro. Addirittura un cristianissimo settimanale ha pubblicato parola per parola, mentre qualcun altro ne ha messo una versione addirittura precedente alla finale. Per farla breve: i monologhi che erano inseriti nel progetto di spettacolo “L’apologia dei secondi” (mai andato in scena ma evidentemente fruito) sono sparsi per il web. Ed è un peccato: prima di tutto perché ci tocca muovere gli avvocati ma, soprattutto, perché perdiamo tempo. E perché si presta il fianco ancora una volta ai detrattori del “web”. Quando in realtà si tratta di idioti che sono idioti anche nella vita reale.
Vabbeh. Torniamo al lavoro. Su.