Vai al contenuto

Entrando nel merito. Del merito.

“criteri di qualità, autorevolezza e capacità”

viale-mazzini-rai-effetto-300x225aveva promesso Matteo Renzi parlando delle nomine Rai non senza lisciarci con la meritocrazia come ha fatto in tutti questi ultimi anni. E poi ha scoperto di avere la sfortuna che tutti i migliori sono anche suoi amici. Avrà pensato che anche il destino volesse gufare. Forse. Pensa te.

 

La chiusura del Cocoricò e la differenza tra realisti e benpensanti

Condivido quanto ha scritto Deborah Dirani:

 Chiudere per 4 mesi il Cocoricò è un po’ come serrare le porte della stalla dopo che i buoi sono andati in gita. Pensare di risolvere, o quanto meno contenere, il problema di quelli che si sfondano di Ketamina o MDMA levandogli una discoteca è davvero come cercare di vincere una guerra armati di piumini da cipria. Eppure questa è l’unica soluzione che è venuta in mente a Roma dopo il clamore mediatico suscitato dalla morte di un ragazzetto che si era calato un pasta.

Come a dire che la colpa è del locale e di chi lo gestisce. Come se i gestori di un locale potessero veramente mettersi di traverso agli spacciatori, ai ragazzini che ti chiedono se vuoi spendere, intendendo se ti vuoi comperare una pillolina della felicità. Come se il problema di quelli che passano i loro week end a smascellare sudandosi l’anima fosse qualcosa di pratico e non di sociologico, o psicologico, se si preferisce.

Come se non esistessero alternative al sabato sera al Cocco, come se non esistessero altri posti in cui ballare con le sinapsi sconnesse e gli occhi pallati. Come se non esistessero i rave, le tribe, e quelli che la vita se la vogliono vivere col cervello a metà.

La realtà è che per i prossimi 16 week end non si venderà una sola pasta di meno a Riccione e in tutto il resto d’Italia, che il provvedimento applicato con urgenza dal Viminale non salverà neanche una vita. Perché la vita quando ti cali una pasta o ti piombi di Ketamina te la giochi sempre ed è solo questione di fortuna, o di consapevolezza, se all’alba del giorno dopo sei ancora qua a veder sorgere il sole.

Bologna e i suoi trentacinque anni

Ogni volta che è il 2 agosto e che si parla di Bologna e io che avevo 3 anni quando è scoppiata la bomba, mi viene da chiedermi cosa si dovrebbe fare davanti a tragedie così. Mi spiego: mi chiedo che dovere abbiamo noi di fronte ad una strage che abbiamo letto o sentito raccontata perché non abbiamo potuto rendercene conto. E mi dico che forse la cosa migliore sarebbe, piuttosto che condividere parole prêt-à-porter, domandarsi se davvero abbiamo studiato tutto quello che con difficoltà ci hanno lasciato da studiare, se davvero sappiamo e abbiamo fatto sapere abbastanza. E io ogni anno mi sento così inefficace il 2 agosto. Ogni anno.

bologna-2-agosto-15

La nuova Unità riesce ad innervosire anche Mucchetti (PD)

unità-chiusaIo non so se vi è capitato di leggere ultimamente una copia de l’Unità “rinata” nel ventre del renzismo. Se non avete avuto occasione di leggerla, beh, buon per voi e per la vostra ecologia intellettuale ma se ne avete sentito parlare forse vi siete già accorti di come improvvisamente anche Emilio Fede esce riabilitato dal giornalismo sdraiato del quotidiano fondato da Gramsci. Massimo Mucchetti (ex vicedirettore del Corriere della Sera nonché senatore del PD) ha scritto una lettera al direttore. Vale la pena leggerla:

“Caro direttore, perché non ti fai un paio di giri da noi, ai gruppi Pd del Senato e della Camera”. Inizia così una lettera al vetrioli indirizzata dal senatore Democratico Massimo Mucchetti al direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis.

“Sai – continua l’ex vicedirettore del Corriere della Sera – i primi giorni della tua direzione hanno suscitato un certo stupore in chi crede che un giornale italiano – anche un giornale di partito – non debba mai dare impressione di imitare la Pravda. E invece il commento di oggi alla bocciatura della delega al governo sul canone Rai ha indotto un mio vecchio collega a chiedermi: “Ma quel Frulletti lì non sarà mica stato a scuola da Cernenco?”. Cernenko, capisci, non Stalin o Breznev: Cernenko”.

“Il direttore de l’Unità – ho ricordato all’immemore – è passato dalla redazione del Manifesto – chiosa Mucchetti – i brividi dell’eresia li ha provati in gioventù. Adesso segue l’etica della responsabilità. I lettori vanno formati, non informati; vanno galvanizzati, mica depressi”.

Ogni tanto a quest’ora

Tipo adesso, che ho appena finito di scrivere un articolo così veloce che sembrava non dovessero mai smettere di battere i tasti, ogni tanto a quest’ora mi rimangono in testa delle idee, mica poche, di una storia, di un pezzo o di un’inchiesta da provare ad annusare e ho le dita così stanche come penso che siano stanche le gambe stanche delle persone anziane che si preoccupano delle proprie gambe. E le idee mi rimangono in testa ma non mi arrivano alle dita come si ci fosse un imbuto ostruito in mezzo al petto.

E allora vado a dormire con la speranza che domattina, quando mi sveglio di mattina, domani, le idee non siano appassite e le abbia ancora tutte lì, chiare e in fila come sono adesso che è sera, senza nemmeno un piega sgualcita.

Così penso che la mia scrittura è l’orma migliore che mi potesse capitare di imparare a lasciare.

2012_47556_117542

Rai, la montagna e il topolino

161653797-edeae8c7-6972-488d-a46a-c320a1c831d9Sulla riforma Rai vale la pena leggere l’intervista di Enrico Mentana. Perché al di là che Mentana sia Mentana:

È una Gasparri 2.0. Si è aggiornata la vecchia legge con qualche modifica, come i maggiori poteri del direttore generale che sarà ancora più legato a Palazzo Chigi. Concordo sul ruolo di capo azienda forte, ma poi bisogna vedere chi ci metti. Per il resto, aspettiamo, il testo definitivo ancora non c’è.

L’intervista è qui.

E intanto il boss Cimmino è già tornato a casa

20150801_c2_cimmino2

Sono molto curioso di leggere le motivazioni con cui il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di annullamento di custodia cautelare del boss Luigi Cimmino, arrestato in pompa magna 11 giorni fa. Chiunque studi di camorra sa che il progetto di appropriarsi della zona tra il Vomero e Arenella, soprattutto per quel che riguarda le estorsioni, per Cimmino era una priorità. E siccome noi su giornali leggiamo degli arresti, molto più in piccolo la scarcerazione e poi quasi mai le motivazioni attendiamo con ansia il deposito delle motivazioni. Con ansia.