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Pensavo peggio!

“Pensavo peggio!”. Lo ha esclamato − radioso − Lebret, condannato per omicidio, a Rouen, ai lavori forzati a vita.

(Félix Fénéon Torino 1861 – Châtenay-Malabry 1944, Romanzi in tre righe. ‘Nouvelles en trois lignes’, su Le Matin, 1906)

Félix Fénéon Paul Signac, olio su tela, 1890 (MoMA, New York)
Félix Fénéon Paul Signac, olio su tela, 1890 (MoMA, New York)

A proposito dell’apertura sulla “Buona Scuola”

Alberto Irone ha incontrato rappresentanti del Governo per discutere della riforma della scuola. Ieri abbiamo letto di “aperture” e “consultazioni”. Ecco cosa scrive Alberto:

Durante l’incontro si sono evidenziate da più parti sia problematiche di metodo: è evidente, infatti, l’eccesso di delega al Governo sul DDL: è necessario stralciare le deleghe in quanto palesemente incostituzionali.

Ai nostri interlocutori “ritardatari” tra le questioni di merito abbiamo sollevato in maniera decisa la necessità di un’alternanza scuola lavoro di qualità fatta di tutele, l’innalzamento dell’obbligo scolastico ai 18 anni come strumento di contrasto all’abbandono scolastico che continua a crescere, l’importanza della rappresentanza studentesca e della valutazione.

L’esito dell’incontro insufficiente, sulla falsa riga delle “consultazioni” tanto sbandierate negli scorsi mesi dal Governo: l’unico punto in cui c’è stata apertura è la parte di riforma sugli organi collegiali.

Il resto è qui.

Oggi ero con Pippo (Civati)

Oggi Pippo Civati è venuto da noi alla sede di LEFT poco dopo la settimanale riunione di redazione. Sì, certo, ha rilasciato le dichiarazioni che avete già letto dappertutto e ha deciso di uscire dal PD. Ma non è di questo che volevo scrivere. No. Conosco Pippo da anni e lo considero un amico, abbiamo condiviso insieme cose molto più delicate e importanti della politica. Quindi sappiate che sono assolutamente soggettivo in questo post, dichiaratamente personale. Gli è costato molto lasciare il PD, a Pippo, perché lui il partito l’ha vissuto da sempre, come si vivevano i partiti una volta (e come credo dovrebbero tornare ad essere): una palestra di opinioni, elaborazione e innovazione. E dentro il PD Pippo ha rapporti soprattutto umani perché ha sempre avuto una visione molto umana del fare politica. Sempre. Anche quando ha sbagliato. Ma soprattutto Pippo ha fatto il passo che tanti, troppi, in questi anni hanno usato per ripararsi dietro la strenue difesa del proprio orticello: in SEL sono in molti a ripetere “se non si spacca il PD non si fa niente” e allo stesso modo le altre frammentazioni a sinistra hanno comodamente eletto Civati come elemento fondamentale per “sciogliersi e ricostruire” (dicono sempre così, l’avete notato? ma non lo fanno mai) sperando (e pensando) che Civati non facesse il passo.

Ora Pippo ha deciso e come si dice in gergo è “a disposizione”: vedrete quanti hanno finto di aspettare lui ma in realtà curavano la propria autopreservazione.

Qui il video con le sue dichiarazioni:

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I numeri, i numeri, i numeri. E la riforma della scuola.

“Parlano i numeri” è una frase che renziani e renzini sventolano spesso come pietra tombale di discussioni non ben accette. I numeri impressionanti dello sciopero di oggi aprono due sole possibilità: che questo Paese abbia il 99% degli insegnati che sono imbecilli oppure che il Governo abbia proposto agli insegnanti una riforma imbecille. Tertium non datur.

Foto Daniele Leone / LaPresse 10/10/2014 Roma, Italia Cronaca Roma, Cortei degli studenti in occasione dello sciopero nazionale della scuolanella foto: momenti della mafifestazionePhoto Daniele Leone  / LaPresse10-10-2014 RomeStudent demonstration against Renzi 's governorin the picture: the demonstration
Foto Daniele Leone / LaPresse
10/10/2014 Roma, Italia
Roma, Cortei degli studenti in occasione dello sciopero nazionale della scuola.

Milanesi, tenete calde le spugne per la Pedemontana

Io non so come trovare le parole per raccontare la devastazione che sta dietro alle lingue di asfalto che sono state progettate per sfamare gli interessi cementizi. Non so se ci si rende conto che con la scusa del “servono per l’Expo” abbiamo perso chilometri di territorio non ripristinabile per decreto. Non so come ripetere ancora che Giuseppe Sala, il dominus di EXPO, ha avuto arrestati per tangenti i suoi due collaboratori più stretti. Non so se vi ricordate che la famiglia mafiosa di Carlo Cosco (colui che uccise la sua ex moglie Lea Garofalo) lavorava sulla linea 5 della metropolitana milanese e viveva tranquillamente in case ‘popolari’ come un bisognoso qualsiasi. Non so se avete avuto modo di verificare quanto poco siano state mantenute le promesse di infrastrutture nei paesi toccati da queste nuove strade, autostrade, tangenziali e autotangenziali che hanno sostituito spesso campi agricoli. Agricoltura: il tema di EXPO che si è fatta il trucco con piastre di cemento su terreni privati e che, nonostante le parole a vuoto, non si sa cosa sarà dopo.

Certo la devastazione in città fatta di fiamme e oscenità spruzzate sui muri è facile, evidente, sotto gli occhi di tutti. E certo è una risposta di dignità scendere con le spugne in mano a pulire. Certo. Ma tenete calde le spugne perché tra poco arriveranno novità dalla Procura anche sugli appalti della Pedemontana. E magari questa volta facciamo che ce ne accorgiamo. Eh?

Magari senza offenderli

Chissà se un giorno potremo davvero avere un Governo che non si preoccupi di offendere i manifestanti ma di discutere i contenuti del dissenso. Perché da noi non succede da un secolo eppure in giro per il mondo è cosa normale e democratica.

E perché, come scrive anche Pippo, nella tecnica dell’insulto preventivo destra e sinistra qui pari sono.

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