Giovedì al Viminale: ‘Fiori dal cemento’
Giovedì 21 novembre, alle 10.30, presso la Sala delle conferenze del Viminale, sarà presentato il cortometraggio “Fiori dal cemento”. Il corto è stato realizzato da un gruppo di giovani scout di San Damiano d’Asti, il Clan Jonathan Livingston, dopo l’esperienza di lavoro su un bene confiscato, dedicato ad Alberto Varone, a Maiano di Sessa Aurunca. Fiori dal cemento racconta la storia di questo imprenditore ucciso dalla camorra per non essersi piegato alle richieste dei clan.
L’evento sarà l’occasione per illustrare le iniziative che il ministero dell’Interno intende mettere in campo per i beni confiscati, per fare in modo che la loro reimmissione nell’economia legale sia sempre più efficace e produttiva e, soprattutto, serva a costruire esempi positivi di cooperazione e impegno sociale.
Alla presentazione parteciperanno tra gli altri: il presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, il direttore dell’Agenzia per i beni confiscati, prefetto Giuseppe Caruso, l’attore Giulio Cavalli, l’avvocato Ilaria Ramoni, autrice di un libro sui beni confiscati.Concluderà il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico.
Per partecipare all’evento sarà possibile richiedere l’accredito entro le 13.00 di mercoledì 20 novembre inviando una e-mail all’indirizzo: segreteria.bubbico@interno.it
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Giovedì 21 novembre, alle 10.30, presso la Sala delle conferenze del Viminale, sarà presentato il cortometraggio “Fiori dal cemento”. Il corto è stato realizzato da un gruppo di giovani scout di San Damiano d’Asti, il Clan Jonathan Livingston, dopo l’esperienza di lavoro su un bene confiscato, dedicato ad Alberto Varone, a Maiano di Sessa Aurunca. Fiori dal cemento racconta la storia di questo imprenditore ucciso dalla camorra per non essersi piegato alle richieste dei clan.
«Nicola Cosentino venne in due circostanze nel 1987 a fare visita a Francesco Bidognetti quando era a casa agli arresti domiciliari. Io c’ero e salutai Cosentino, poi lui e mio marito (è il compagno, ndr) si appartarono in una stanza per parlare».
Peppa è una signora con cui non è bene scherzare, fra lei e Don Vito Corleone non c’è differenza: “Le storie del cartone sono un evidente sdoganamento della criminalità organizzata, con messaggi subliminali che approvano i peggiori sistemi di intimidazione. Fateci caso: in Peppa Pig non c’è attività, escluso nonno cane, che non detenga la Signora Coniglio. Supermercato, pompieri, fiera, ospedale, biblioteca, museo dello spazio e spesso la frase che usa quando vende e ribatte allo stupore di Papà Pig per un prezzo troppo alto, la risposta sibillina è : “E’ per una buona causa…”. Certo, quando metterai Nonno Cane in un pilone di cemento? La aspettiamo al varco cara signora”.
