Scola a Milano compensa l’elezione di Pisapia
Finalmente qualcuno lo dice. Peraltro Paolo Farinella è un don.
Finalmente qualcuno lo dice. Peraltro Paolo Farinella è un don.
Ch’assolver non si può chi non si pente, | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente. Eppure Dante non sapeva ancora che in Italia può succedere che un pentito si ritrovi senza auto blindata in Calabria a testimoniare per un processo o sfrattato dalla propria abitazione in località segreta (segretamente in mezzo alla strada come un vitello nel cortile del macello) o peggio senza nemmeno la protezione che almeno le mafie gli consentivano. Salvo Palazzolo prova a raccontarlo su Repubblica ma la domanda di fondo è perché non riusciamo a parlarne e farne parlare come loro invece fanno dei loro arresti. Perché questo è un favore enorme alle mafie e un calcio in faccia a Falcone e Borsellino.
Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Secondo gli ultimi aggiornamenti la sicumera dell’AGCOM per la delibera che mette a rischio la libertà della rete comincia a scricchiolare. Si potrebbe addirittura arrivare a discutere la proposta in Parlamento (che in un Paese normale sarebbe il minimo ma qui niente è normale) e finalmente aprire un dibattito. E allora oggi più che mai è importante farsi sentire firmando la petizione e chiedendo ai giornali di smettere di urlare solo per il proprio bavaglio ma raccontare anche per quello degli altri. Scrivendone. Non chiediamo altro.
Il bello della rete è che cogli le sfumature. Quelle più acerbe, quelle più rissose ma vedi in faccia il fatto. Ho letto i comunicati stampa dopo la discussione sulla mozione di eliminare i vitalizi e l’indennità di fine mandato. Bene. Oggi finalmente ho recuperato il video della discussione di quella mozione. E’ un’ora spese bene per pesare atteggiamenti e parole e per farvi (e farmi) un’idea. Perché ogni volta che l’aula consiliare esce può solo fare bene. Ve la metto qui. Ditemi voi.
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Gramellini in punta di penna fotografa il nuovo lodo morale del e che sarà mai. Perché la battaglia vera della politica è una lotta vera di nuova cittadinanza responsabile. Su tutti i temi.
L’azienda licenzia, ma solo donne. “Così possono stare a casa a curare i bambini”, dicono i dirigenti della MaVib di Inzago, produttrice di motori elettrici per impianti di condizionamento. “C’è una totale mancanza di rispetto nei confronti delle donne, che a ben vedere sono la vera forza lavoro di questa azienda – attacca una lavoratrice che vuole restare anonima – Abbiamo anche noi famiglie da mantenere e un mutuo da pagare, alcune di noi mantengono il marito perché disoccupato. Questa discriminazione è agghiacciante”. Ed è agghiacciante che lei abbia dovuto restare anonima.
Dopo New York anche lo Stato di Rhode Island ha approvato una legge che introduce nel suo ordinamento le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dice il New York Times che la legge è un compromesso non essendo arrivata ad ufficializzare i matrimoni per il volere della chiesa. E quello che in giro per il mondo chiamano compromesso da noi è una rivoluzione che stenta ad arrivare. Si è fermata con Giovanardi all’Ikea.
L’attore e consigliere regionale porterà il suo spettacolo in piazza Sant’Ambrogio il prossimo 9 luglio, pochi giorno dopo la sentenza di primo grado sulla ‘ndrangheta di Lonate-Legnanohttp://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=208130
Milano, 28 giugno 2011 – “E’ solo un primo passo, non è che l’inizio”. Così Giulio Cavalli, consigliere regionale, commenta l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale lombardo, della mozione presentata per ridurre i compensi dei consiglieri regionali ed eliminare completamente il vitalizio spettante ad ogni consigliere e l’indennità di fine mandato (poi emendata, in fase di discussione, con l’impegno ad elaborare, entro la fine dell’anno, un progetto di legge per rivedere e ridurre compensi, indennità di fine mandato e vitalizi).
“Oggi il consiglio regionale, con le spalle al muro, non ha potuto bollare come populista e demagogico il tema dei costi della politica – continua Cavalli -, ma ha dovuto ammettere la profonda diseguaglianza che sta dietro l’attuale sistema dei vitalizi e delle indennità di fine mandato dei consiglieri regionali”.
“La nostra mozione è servita per trasformare l’argomento da rivendicazione di piazza a tema politico, con un impegno concreto sul tavolo. Da parte nostra – conclude Cavalli – vigileremo e pungoleremo affinché si arrivi, il prima possibile, a portare in Aula un progetto di legge per livellare verso il basso i costi, consapevoli che è il momento giusto perché anche la gente al di fuori del Consiglio regionale continui a mobilitarsi per tenere alta l’attenzione”.