Nello spettacolo di Giulio Cavalli, nomi e cognomi dei “capi” e dei loro amici
L’attore scortato all’ombra della Madonnina di Benny Calasanzio
L’avvocato Giorgio Ambrosoli, le minacce che gli rivolge il suo killer, William Arico, quando si rende conto che il liquidatore della Banca Privata Italiana è inavvicinabile. Poi la sua morte e il suo funerale silenzioso, disertato dai politici, in una Milano di luglio sudata ed indifferente. Si apre così “Cento passi dal Duomo”, il nuovo spettacolo di Giulio Cavalli, unico caso di attore teatrale costretto a vivere sotto scorta da quando, con il suo spettacolo “Do ut des” in cui ridicolizzava la mafia e i suoi uomini, ha fatto perdere le staffe alle colonie stiddare gelesi del milanese, ricevendo minacce ed intimidazioni così reali e pericolose da spingere il Prefetto, in concerto con questura e carabinieri, ad assegnargli la tutela armata: era il 27 aprile e già dal 2006 mesi Cavalli era sottoposto ad una tutela dinamica. Guardato a vista dai carabinieri anche quando, con la sua parlantina veloce e nervosa, spara nomi e cognomi dei boss calabresi, siciliani e campani che hanno ormai in mano una Milano, secondo il sindaco Letizia Moratti, vergine dalle infiltrazioni mafiose. Una fiaba smentita dai fatti e dai numeri: dal ritratto di Cavalli viene fuori una Milano prostituita agli interessi della criminalità organizzata, in cui la mafia ha ormai percorso quei cento passi che la separavano dai palazzi del potere, è entrata e si è seduta su comode poltrone di vellutino, ad aspettare ingorda i miliardi di euro che pioveranno in città con l’Expo 2015. Nomi e cognomi, come quelli che si leggono nel testo scritto a quattro mani con l’esperto Gianni Barbacetto, che forse ne sanno qualcosa, come Vincenzo Giudice, di Forza Italia, consigliere comunale di Milano, presidente della Zincar, società mista partecipata dal Comune, amico, come Paolo Galli, Forza Italia, presidente dell’Aler, di Giovanni Cinque, esponente di spicco della cosca calabrese degli Arena; o come Massimiliano Carioni, Forza Italia, eletto, secondo lo stesso Cinque, con i voti della mafia. Di Alessandro Colucci, consigliere regionale azzurro della Lombardia, invece parlano al telefono due mafiosi intercettati: “Abbiamo un amico in Regione”. E poi ancora Emilio Santomauro, due volte consigliere comunale a Milano ed ex presidente della commissione Urbanistica, sotto processo con l’accusa di aver fatto da prestanome a uomini del clan Guida, e infine Loris Cereda, sindaco di Platì, detta anche Buccinasco, che si scompone quando gli fanno notare che ricevere il figlio del boss Domenico Barbaro nel suo ufficio potrebbe essere sconveniente. Lo spettacolo, che ha gi fatto registrare il sold out nelle prime tre serate, rimarrà al teatro della Cooperativa di Milano fino alla pomeridiana di oggi, prima di iniziare un tour in tutta la penisola.
da IL FATTO QUOTIDIANO
LA SCELTA DI SARA CHIAPPORI
Milano, «sacerdotessa e complice». Milano, «tutta aperitivi e cerimonie “capello a posto e colletto in ordine”». Milano e quelle cinque lettere che nessuno vuole pronunciare. Milano e un silenzio a forma di buco, che si ingoia la dignità di una città intera. A cento passi dal Duomo, scritto a quattro mani con il giornalista Gianni Barbacetto, non è solo il successo dell’attore lodigiano Giulio Cavalli, al teatro della Cooperativa di via Hermada a Milano, in scena fino a domani. È anche e soprattutto una mappa dettagliata degli affari della criminalità organizzata nel profondo Nord, il breviario delle cosche, il “Bignami” delle famiglie mafiose al confino, passate dal traffico di eroina all’edilizia, dai morti ammazzati alle imprese pulite e dalla partita Iva «metallizzata».
Giulio Cavalli ha soli 32 anni. E da due vive sotto scorta, da quando con il suo spettacolo teatrale Do Ut Des ha fatto saltare dalla sedia i boss della malavita organizzata che gli hanno inviato diverse minacce di morte. Perchè Giulio nei suoi spettacoli racconta la verità, racconta una realtà che spesso si fa finta di non vedere.
La rassegna cinematografica curata da Cesvov e Filmstudio90 che si terrà dal 23 ottobre al 4 dicembre. Giunge alla ottava edizione la rassegna “Un posto nel mondo”, progetto che fin dall’inizio si è proposto di veicolare riflessioni sul mondo del sociale utilizzando soprattutto la comunicazione audio visuale. La manifestazione si svolgerà quest’anno dal 23 ottobre al 4 dicembre. Nel 2002 era difficile pensare che l’iniziativa potesse resistere nel tempo, continuando a crescere grazie al coinvolgimento di associazioni provenienti anche da ambiti diversi. Pluralità di punti di vista e capacità di visione di insieme sono i due volti di questo lavoro che, con la collaborazione offerta dal Cesvov, ha portato a coinvolgere associazioni, forze del lavoro e istituzioni sensibili alle tematiche sociali, soprattutto chi sul territorio opera giornalmente cercando positive sinergie anche al di fuori dei propri ambiti di intervento.
Monologo “A cento passi dal Duomo” inaugura la stagione al Teatro della Cooperativa
L’unico attore sotto scorta. In prima linea come Saviano, combatte con i suoi spettacoli Cosa nostra in Lombardia «A cento passi dal Duomo» debutta al Teatro della Cooperativa di Milano: «È qui la vera capitale della ’ndrangheta»