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guardia costiera libica

Fratoianni a TPI: “Governissimo con Berlusconi? Non con noi. Ci sono interessi economici dietro”

Il rifinanziamento della Guardia Costiera libica ha spaccato il governo. Sono in molti a lamentare un cambio di rotta sull’immigrazione. Ne abbiamo parlato con il deputato Nicola Fratoianni di Leu, per TPI.it.

Fratoianni, ancora una volta l’Italia finanzia quelli che sono considerati quasi universalmente dei veri e propri aguzzini. Non le sembra che la gestione di questo Governo, in tema di immigrazione, non si discosti molto dalla gestione con Salvini al ministero dell’interno?
Per la verità non è cambiato molto nemmeno con quello che è successo con i governi precedenti al primo governo Conte: sono stati loro ad avviare la collaborazione con le autorità libiche. Piuttosto la votazione di ieri, con i voti contrari di 14 senatori e 23 parlamentari, indica che i numeri di chi si oppone a questa politica in campo migratorio sono decisamente più alti. Il rifinanziamento è passato con un voto trasversale che ha coinvolto anche i partiti all’opposizione.

E intanto rimangono lì anche i decreti sicurezza…
La discussione sui decreti sicurezza si sta svolgendo con un altro tratto e alla luce del lavoro che stiamo facendo mi sento di dare un giudizio prudentemente positivo perché da quel che vedo credo sia possibile ottenere un risultato assai significativo rispetto all’obiettivo che ci eravamo dati, ossia cancellare gli aspetti più regressivi che quei decreti avevano introdotto in materia di immigrazione.

Cosa ha pensato quando ha letto la notizia di quel cadavere rimasto per 15 giorni in acqua, avvistato ben 4 volte e con nessuna autorità che si è mossa?
Ho pensato che che il comportamento dell’Europa di fronte alla vicenda migratoria che ormai da troppi anni investe il Mediterraneo centrale resta un comportamento ipocrita e troppo spesso indifferente. Io sono stato in quel mare più di una volta, su diverse navi, e so che significa stare su una barca, in condizioni precarie, quando si ha l’impressione che non ci sia nessuna possibilità di arrivare sull’altra sponda.

Possiamo però dire che gli elettori che hanno a cuore la solidarietà possono essere ben poco soddisfatti di questo governo?
Certo non possono essere soddisfatti fino in fondo perché io credo che affrontare in modo radicalmente diverso le politiche migratorie sia la strada migliore per sconfiggere la destra peggiore di questo Paese. Serve un’alternativa radicale molto maggiore di oggi. Nello stesso tempo non sono tra quelli che pensa che le politiche migratorie siano le stesse del governo precedente: non lo sono nelle scelte concrete, nel rapporto con le ONG e nella gestione di porti. E spero di poter dire ben presto, forse a settembre, che non lo sarà più neanche sul terreno della legislazione.

Prodi e De Benedetti invocano addirittura Berlusconi. Che ne pensa?
Il rientro di Berlusconi è una vecchia tentazione che torna in alcuni momenti della politica italiana, la tentazione della trasversalità dell’unità nazionale intesa però come trasversalità di interessi. Penso che sarebbe un errore strategico e per quanto mi riguarda incompatibile con la nostra presenza.

Leggi anche: Rifinanziamento Guardia costiera libica, 23 dissidenti Pd e LeU votano contro il governo; 2. [Retroscena] – Nel Pd è saltato l’asse Zingaretti-Franceschini: ora il governo rischia davvero (di Luca Telese)

L’articolo proviene da TPI.it qui

I nostri “alleati” libici frustano i migranti. Bene così.

(fonte)

“L’Unione europea aumenterà gli aiuti per sostenere la stessa entità ripresa nel video”. La denuncia pesante e drammatica arriva da Msf, la Ong umanitaria che, insieme ad altre associazioni, punta il dito e critica fortemente il recente accordo europeo con la Libia per ridurre i flussi di migranti nel Mediterraneo e contrastare scafisti e trafficanti. Questi gli obiettivi, a fronte dei quali Bruxelles e l’Italia si impegnano a versare fondi e a dare sostegno tecnico e tecnologico alla Guardia costiera libica. L’entità chiamata a mettere in sicurezza le vite dei migranti che fuggono dalla guerra e, in più, ad accompagnarli nei rimpatri.

La realtà però, come mostrano le immagini del video (di cui pubblichiamo solo un frame) ritweettato da Msf e pubblicato dal quotidiano inglese Times è ben altro. Nel video si vedono alcuni miliziani della Guardia costiera libica che frustano uomini a bordo di un gommone, presumibilmente appena intercettato in mare, a poche miglia da Sabratha. La spiaggia libica, quartier generale degli scafisti e da cui partono gommoni e barconi stracarichi di migranti.

Le immagini mostrano miliziani senza scrupoli, uomini impauriti e donne. Tante donne e anche bambini. E’ solo uno spezzone del reportage realizzato da Ross Kemp, “Libya’s migrant hell” che andrà in onda su Sky1 Uk martedì prossimo.

“L’Ue aumenterà il proprio sostegno a questa stessa entità. Ripensiamoci” denuncia Msf Sea, invitando a rivedere l’accordo.

Tutto bellissimo. Ma la “Guardia Costiera libica” non esiste.

Perché sapere è importante? Perché almeno ci si rende conto di come la mistificazione serva per oliare la propaganda e perché, magari, si possano avere elementi utili per sobbalzare ogni volta che qualcuno (Minniti in testa) dice di avere trovato “accordi” con la Guardia Costiera libica.

Ecco cosa scrive (giustamente) Il Post:

I giornali italiani e internazionali hanno raccontato in diverse occasioni di incidenti e violazioni di diritti umani da parte degli agenti libici; hanno raccontato di speronamenti e colpi di armi da fuoco verso le navi delle ONG che soccorrono i migranti, ma anche di maltrattamenti subiti dai migranti colpiti con armi da fuocofruste e bastoni. L’aggressività della Guardia costiera libica – che è stata anche uno dei principali motivi per cui molte delle ONG coinvolte nei soccorsi hanno sospeso le loro attività – non è comunque un fenomeno così recente.

In un rapporto di inizio giugno commissionato dall’ONU e relativo alla transazione politica in Libia (PDF), si denuncia il fatto che la Guardia costiera libica «sia direttamente coinvolta in gravi violazioni dei diritti umani» dei migranti, insieme alle reti dei trafficanti e ai gestori dei centri di detenzione per migranti (dove i diritti umani vengono sistematicamente violati). Nei casi più gravi, le operazioni della Guardia costiera sembrano confondersi con quelle delle milizie armate, che secondo Nancy Porsia, giornalista esperta di Libia, fanno parte di un sistema che «permea tutta la struttura della società» libica.

Il ruolo di queste milizie è diventato così rilevante che alcuni analisti ipotizzano persino che non esista un solo corpo di Guardia costiera, ma due, tre, oppure tante quante sono le milizie che controllano le città costiere. Nessuna di loro, nemmeno quella più legata al governo di unità nazionale, controlla più di qualche decina di chilometri di costa. Quindi, quando si dice di addestrare la Guardia costiera libica, chi si sta addestrando esattamente?

Per approfondire continua qui.

Giornata storta per i “taxi del mare” e così muoiono in 34 (almeno)

Da una parte c’è il comunicato stampa della Guardia Costiera italiana:

«Per uno sbandamento verosimilmente causato dalle condizioni meteomarine e dallo spostamento repentino dei migranti su un fianco dell’imbarcazione – si legge nella nota -, circa 200 migranti sono caduti in mare da un barcone con circa 500 migranti a bordo. L’immediato intervento delle navi ‘Fiorillo’ della Guardia Costiera e ‘Phoenix’ del Moas ha consentito di trarre in salvo la maggior parte dei migranti caduti in acqua. Trentaquattro, invece, i corpi senza vita recuperati in mare dai soccorritori».

Dall’altra c’è la testimonianza di Medici Senza Frontiere:

«Due guardacoste libici, in uniforme e armati, sono saliti su uno dei gommoni. Hanno preso i telefoni, i soldi e altri oggetti che le persone portavano con sé”, racconta Annemarie Loof di Msf. “Le persone a bordo si sono sentite minacciate e sono entrate nel panico. Molti passeggeri, che fortunatamente avevano già ricevuto i giubbotti di salvataggio prima che iniziassero gli spari si sono buttati in acqua spinti dalla paura».

Piccolo promemoria: da settimane qualcuno dice che le ONG (quelli come Medici Senza Frontiere, appunto) avrebbero sporchi interessi sulla pelle dei migranti. Da qualche settimana quegli stessi rimestatori nel torbido, in mancanza di riscontri, citano la guardia costiera libica come fonte dei loro sospetti.

Ecco. Tirate voi le somme.

 

(continua su Left)