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MAURIZIO MARTINA

Il caporalato come la mafia. Cioè?

maurizio-martina-ot-300x225Martina: “Combattere il caporalato come la mafia. Expo? Ne siamo orgogliosi”
“Il caporalato? Entro 15 giorni un piano per risolvere l’emergenza”. “Lo spreco alimentare? Abbiamo già risultati importanti”. “Expo? Numeri e risultati importanti”. “Milano? Ci sono le energie per lavorare bene”. La mia intervista al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina è qui.

Guarda guarda cosa succede in Lombardia: l’indigeribile contenitore, anche qui

Il segretario regionale del Partito Democratico Maurizio Martina in un’intervista parla in modo articolato e condivisibile di primarie, di tempi certi e di coalizione (la potete leggere qui). Fin qui tutto bene se non fosse per la ritrita proposizione del “patto civico” che da qualche mese veleggia alla grande come spot tra le stanze del Pirellone e nessuno ha capito bene cosa sia. Ma noi avevamo chiesto le primarie e quindi c’è tutta la buona notizia.

Poi, tra le righe ma non troppo, Martina dice rispondendo al giornalista che chiede chi siano gli interlocutori: le faccio solo un esempio: stiamo già interloquendo anche il movimento “Verso Nord” rappresentato da nomi come Alessandro Cè. Per me è interessante capire se sia possibile trovare punti di convergenza con diverse realtà. Alessandro Cè per chi non lo sapesse è un ex assessore leghista distintosi per una campagna contro CL e per questo cacciato dalla Giunta Formigoni (dicono). Oggi il suo movimento “Verso Nord” è il cordone ombelicale lombardo di Italia Futura. Montezemolo. Per intendersi. Qui siamo oltre all’immaginabile UDC nazionale. Da fuoriclasse.

Ma non è finita. Alessandro Cè oggi rilascia un’intervista sbrodolante nei confronti del PD e delle parole di Martina ad Affari Italiani in cui risponde a due domande precise (testuale, eh):

Voi che cosa c’entrereste, ad esempio, con Sel?
Infatti il ragionamento è un altro. Noi vogliamo mettere insieme un gruppo di persone diverse che condividano un progetto di forte riformismo. Un progetto che ha poco o nulla a che vedere con le posizioni massimaliste di una parte della sinistra.

Di fatto, in un asse con il Pd il punto di equilibrio sarebbe più spostato verso il centro…
Senza ombra di dubbio. C’è una parte del Pd che sta facendo questi ragionamenti ed è la parte che io considero migliore, più avanzata, che vuole rinnovare dall’interno i democratici. In Lombardia bisognerebbe creare un rassemblement di carattere nuovo, più trasversale, che dovrebbe includere anche Italia Futura. Si possono trovare temi e punti di contatto tra il riformismo di sinistra più moderno e tutte le altre forze che si pongono come alternative al centrodestra conservatore di Berlusconi e Formigoni. Guardo con molto interesse alla prospettiva di Pippo Civati, ad esempio.

Cerchiamo di capire i confini di questo rassemblement: un’alleanza che vada da Verso Nord a Italia Futura, al Terzo Polo, all’esperienza di Tabacci, al Pd potrebbe estendersi anche a Sel, movimento arancione e sinistra critica?
Penso che possa arrivare al Pd. Se i democratici non riescono in qualche modo ad appoggiare questo progetto senza spezzare i legami con l’estrema sinistra, è chiaro che il processo non può funzionare. C’è un limite da quella parte, bisogna saperlo. Devo dire peraltro che il centro in questo periodo è molto vitale. Ci sono forze interessanti che si stanno muovendo. Ne cito una per tutte: Italiani Liberi e Forti è un movimento che si ispira a don Sturzo, ed è realmente riformista. Mi interessa anche la nuova iniziativa di Oscar Giannino…

Sembra che ci sia questa voglia di stare insieme tralasciando le compatibilità politiche. La rincorsa all’ammucchiata a tutti i costi (che ricorda un po’ la Sicilia di questi tempi, per dire) senza provare ad interrogarsi sulle compatiblità politiche. Perché ha ragione Cè nel dire che il suo progetto e la sinistra non sono compatibili. E ha ragione nel dire al PD che deve decidere da che parte stare. Sul serio, però. E con chiarezza.

Anche qui in Lombardia il PD ancora una volta apre le porte al civismo e sembra una sottana per coprire gli spifferi centristi (o peggio). Si pronuncia la parola partecipazione e cedono gli argini dei programmi ancora da scrivere.

Ogni tanto mi viene il dubbio che sia populismo non avere le idee chiare o che peggio sia furfante averle e concedersi il lusso di non chiarirle. La partenza, certo, è già poco entusiasmante.

Tenere la barra diritta, ultimamente, sta diventando la nostra passione. In Lombardia, ancora meglio. Va a finire che ce la prepareranno loro, la Cosa Seria.

Prove tecniche per (ri)perdere in Lombardia

Pier Luigi Bersani ci crede: la Lombardia andrà al voto nel 2013. Un anno prima della scadenza naturale della legislatura. Ma il segretario nazionale del Pd per la prima volta frena sulle primarie per la scelta del candidato del dopo Formigoni: «Vedremo se ce ne saranno le condizioni». Rilancia un «patto civico aperto» e non esclude un accordo con l’Udc. Lo scrive oggi Repubblica e, chissà perché, ce lo aspettavamo. Che non significa che si sta proni ad aspettare ed ascoltare. Tutt’altro.

Un ‘patto civico’ è civico se il testimone sta in mano ai cittadini e le primarie sono il percorso unico per aprire la consultazione. E invece qui i capi bastone delle segreterie si incontrano davanti ad un caffè e elaborano i loro stratagemmi (ultimamente, in Lombardia, parecchio sfortunati) e li truccano con i costumi del civismo. No, questa volta non gli sarà possibile. Ma mica perché siamo in tanti a non concederglielo (e mi conforta il post e la quotidiana chiacchierata mattutina con Pippo Civati) ma perché il trucco è stato scoperto da un po’. E perché evidentemente resistono ancora quelli che intendono il “potere” con la voce del verbo “potere decidere da che parte vanno i voti fedeli alla ditta” nonostante le scelte suicide.

Nessuna concessione ai tiepidi pupi e ai sofismi programmatici: dieci punti dieci di denuncia e di proposta per un’alternativa (basta ascoltarli in giro da chi ci lavora da anni, basta rileggere quello che proviamo a raccontare da anni), i tempi chiari dei passaggi del cambiamento e interpreti non condizionati, non condizionabili e non ricattabili. Non sappiamo mica se questa cosa si chiami “primarie” ma noi siamo in quel posto lì. E non ci interessano i patti sottovoce negli spogliatoi.

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Mettetelo in agenda: #nonmifermo a Bergamo il 12 maggio per ‘AMO LE DIFFERENZE – INTE(G)RAZIONE CONTRO IL RAZZISMO’

Si continua. Per la Lombardia migliore e per partire dalle buone pratiche. Perché il tema dell’integrazione ha bisogno di uscire dalla retorica dei pro e dei contro e diventare amministrazione delle diversità. #nonmifermo non si ferma e ne parliamo a Bergamo, terra di Lega e di risposte poco convincenti del centrosinistra. Per smettere di parlare della categoria dei “deboli” e farsi carico delle debolezze di tutte le categorie. L’evento su facebook (da condividere e fare girare) è qui. Vi aspettiamo. Senza fermarsi.

Non Mi Fermo è il luogo in cui stiamo mentre ci prendiamo la responsabilità di ascoltare, ascoltarci e fare politica. Insieme. Non Mi Fermo non è un partito, non è una corrente (anche se le porte sono sempre aperte) e non è un movimento sostitutivo: Non Mi Fermo è un luogo di analisi e una proposta sempre in fieri. Cittadini e amministratori per cogliere l’opportunità, le buone pratiche e le possibili strade da percorrere.

Intervengono:

GIULIO CAVALLI – attore, scrittore, regista e consigliere regionale della Lombardia;
EDDA PANDO – membro del comitato immigrati auto organizzati e fondatrice del circolo Arci Todo Cambia. È sostenitrice della campagna per la cittadinanza “L’Italia sono anch’io”;
ANTONIO MUMOLO – Avvocato e Presidente Associazione Avvocato di Strada Onlus. Il progetto “Avvocato di strada” si pone l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone senza dimora.
MAURIZIO MARTINA – consigliere regionale della Lombardia e segretario regionale del Partito Democratico;
ROMANA VITTORIA GANDOSSI – insegnante di Adro (BS);
HENRI OLAMA – formatore, musicista e scrittore;
PINO PETRUZZELLI – attore e regista;
FILIPPO FOSSATI – Presidente UISP (Unione italiana sport per tutti). L’associazione ha l’obiettivo di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini;
LUCIANO SCAGLIOTTI – Presidente ENAR ITALIA (European Network Against Racism). L’European Network Against Racism (ENAR) è una rete europea di oltre 700 organizzazioni che lavorano per combattere il razzismo in tutti gli Stati membri dell’UE e agisce come la voce del movimento anti-razzista in Europa;
ENRICO BALLARDINI – musicista e attore teatrale;
FONDAZIONE MIGRANTES – organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri;
MANILA FILELLA – non mi fermo;
CLAUDIO BELLINZONA – non mi fermo;
BRUNO GOISIS – membro della “Comunità Ruah”. La Comunità Ruah è un centro di accoglienza maschile per immigrati situato nella città di Bergamo;
TODO CAMBIA – associazione interculturale antirazzista.

http://www.nonmifermo.it/