Quelli che a sinistra si attaccano alle braghe di De Magistris

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A urne chiuse, tra vincitori e vinti, rimbomba la caduta di una sinistra che ormai sembra sprofondare nell’endogamia politica e culturale. Mentre il PD perde voti, in un momento che sarebbe stato ghiottissimo per riproporre quegli stessi temi che Renzi ha definitivamente abbandonato (e che il PD sembra incapace di sostenere dopo la sua mutazione genetica), la sinistra riesce non solo a non guadagnarne ma, dati alla mano, nemmeno a mantenerli. Banalmente: la sinistra non vota più il PD ma non vota nemmeno questa sinistra. Pensa te.

I deludenti risultati di Fassina a Roma, Giraudo a Torino e Basilio Rizzo a Milano hanno aperto una crisi interna (Sinistra Italiana è in pieno subbuglio ma anche gli altri non stanno meglio) che ripropone per l’ennesima volta il tema di una credibilità che si fatica a ricostruire. La sinistra (anzi sarebbe meglio dire le sinistre) ha perso la connessione con il suo popolo ma in questo momento sembra immobilizzata dalla miopia delle sue letture della realtà.
Come ripartire? La moda delle ultime ore porta al nome di Luigi De Magistris. Dovrebbe essere lui, secondo i calcoli dei dirigenti a sinistra, l’uomo nuovo su cui puntare e fa niente se fino a qualche settimana fa lo stesso De Magistris è stato trattato come disturbante “elemento esterno” della sinistra nazionale: nel disastro c’è sempre bisogno di una salvatore, evidentemente. Anche a sinistra.

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10 Commenti

  1. Sono d’accordo sulla perdita dei valori che hanno in passato contraddistinto la sinistra non lo sono per quanto riguarda De Magistris. È stata una grossa delusione sentendolo incitare la folla al grido di deve avere paura e si deve cavare sotto.Ti stimo ma come fai ancora a difenderlo. Ringrazio il fatto che non e’ più

    1. Mi scusi, se può, guardi tutto il comizio… è stata estrapolata quella frase infelice, che non gli appartiene perché è una persona molto garbata. Ha ceduto alla tensione di avere per giorni un Presidente del Consiglio a Napoli a far campagna elettorale contro di lui, dopo che per due anni è stato latitante e lo ha ignorato completamente. Un intromissione nella vita democratica di una città mai vista prima in tanti anni di governo repubblicano.

  2. il popolo della sinistra (e non solo) si è accorto che le bollette della luce, del gas, del telefono, dell’acqua, dell’immondizia, che il mutuo o l’affitto, la spesa si pagano con i soldi del lavoro e della pensione e non con le chiacchiere e le ideologie che andavano bene quando si pensava di stare peggio ma si riusciva a fare di tutto.

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