Il bluff di Giachetti: rifiuta soldi che non gli sono dovuti

La domanda la pone Emiliano Poli, a lungo dirigente del PD e persona seria e preparata:

«Giachetti rinuncia agli emolumenti di consigliere. L’art. 83 T.U.E.L. prevede che “I parlamentari nazionali non possono percepire i gettoni di presenza o altro emolumento derivante da incarico pubblico. Le indennità di funzione non sono cumulabili”. Chiedo a  Roberto Giachetti se ho interpretato correttamente la legge. Se così fosse, la sua lettera è solo propaganda, esattamente come quella di cui accusiamo (giustamente) il M5S. Chiedo anche se ha ottenuto dalla Direzione Nazionale la deroga perché lo Statuto del PD non prevede una doppia carica elettiva. Non è un’accusa ma una richiesta di spiegazioni.»

Ovviamente non gli ha risposto nessuno, finora.

13615332_10210228682938312_4228896114805213452_n


Also published on Medium.

19 Commenti

  1. Vincenzo

    Ha me la soluzione sembra molto più semplice. Il doppio incarico è incompatibile con lo statuto del PD e Giachetti dichiara di voler fare il consigliere comunale senza ricevere qualsivoglia emolumento. Se 2 + 2 fa 4, Giachetti ha decido di dimettersi da parlamentare per assolvere al suo impegno con gli elettori romani e, per mostrare la propria attitudine alla salvaguardia dell’interesse pubblico ha deciso di ricoprire tale incarico a titolo completamente gratuito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *